Cassazione Penale, Sentenza n. 44217/2022 del 21/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnata la conferma della condanna per furto pluriaggravato di energia elettrica (10 mesi di reclusione e 500,00 euro di multa). Due motivi di ricorso: (1) presumibile carenza grafica/mancanza di motivazione per l'interruzione del periodo nella motivazione dell'appello relativo all'attendibilità della deposizione del tecnico ENEL; (2) mancata motivazione circa il rigetto delle attenuanti generiche, con critica alla decisione di non riconoscere un contenimento della pena sulla base del certificato del casellario e del ridotto grado di offensività della condotta.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto che l'interruzione grafica sia un refuso/non decisiva perché la questione dell'attendibilità del verificatore ENEL non era contestata dall'appellante e la riflessione interrotta non risultava decisiva per l'esito; sul secondo motivo ha valutato la doglianza generica e priva di specificità, in quanto non indicava profili concreti e valutabili idonei a giustificare una riduzione della pena. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato per delimitare l'enunciazione dei motivi di ricorso (limiti formali nell'esposizione dei motivi ammessi in cassazione).
Applicato nelle conseguenze dell'inammissibilità del ricorso: condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e possibilità di comminare una somma a favore della Cassa delle ammende.
Sez. 6, n. 31392 del 07/10/2020 (Ziyat, Rv. 279888-01)
Principio giurisprudenziale secondo cui è nullo il provvedimento che manca di parti materiali della motivazione quando tale incompletezza impedisca di ricostruire l'iter logico-giuridico: utilizzato per valutare la rilevanza del refuso nella motivazione.
Sez. 3, n. 10709 del 25/11/2014, dep. 2015 (Rv. 262700-01)
Principio secondo cui i motivi generici proposti in appello restano inammissibili in cassazione se privi di specificità; la sentenza cita tale principio per escludere il rilievo del motivo sulle attenuanti generiche.
Massime di principio
- Un vizio materiale o anomalia grafica nella motivazione non invalida automaticamente la sentenza: diventa rilevante solo se impedisce di ricostruire l'iter logico-giuridico decisivo per la decisione.
- In cassazione i motivi devono essere specifici e dimostrare in che modo il vizio incide sulla decisione: censure generiche o prive di indicazione di profili concreti sono inammissibili.
- Quando l'appello non contesta un presupposto fattuale ritenuto decisivo (es. attendibilità di un testimone) una lacuna formale sulla trattazione di quel punto può essere reputata non decisiva se non incide sull'iter logico che ha condotto alla condanna.
- La deduzione delle attenuanti generiche richiede l'indicazione di fatti o circostanze valutabili positivamente dal giudice; il mero richiamo a un "ridotto grado di offensività" o a carenze del casellario senza elementi concreti non è sufficiente.
- In caso di inammissibilità del ricorso è possibile la condanna alle spese e l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende; i ricorsi non fondati possono quindi avere conseguenze economiche rilevanti.
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