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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17602/2026 del 15/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza che disponeva la sua consegna all'autorità giudiziaria rumena per l'esecuzione di una condanna a quattro anni di reclusione per corruzione di persona incaricata di pubblico servizio. Denunciava violazione di legge (artt. 697-ter e 705, comma 2, c.p.p., artt. 2 e 16 L. n. 69/2005), della Carta dei diritti fondamentali UE (art. 4) e dell'art. 3 CEDU, per omessa verifica del rischio che, una volta consegnato, sarebbe stato sottoposto a condizioni di detenzione inumane e degradanti attestate da fonti internazionali, nonché per mancata richiesta di informazioni integrative sulla nullità del titolo di consegna e violazione del diritto al giusto processo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché, con dichiarazione del 28 aprile 2026 prodotta dal difensore e riconosciuta come proveniente dal ricorrente, lo stesso ha rinunciato al ricorso e ha chiesto l'esecuzione della consegna (pur senza rinunciare al principio di specialità). Per sopravvenuta carenza di interesse la Corte non ha esaminato il merito delle censure. Non è stata disposta la condanna alle spese processuali in considerazione della domanda di consegna immediata.

Norme richiamate

  • art. 697-ter cod. proc. pen.

    Richiamata come norma procedurale relativa alla consegna; la Corte non si è pronunciata sul merito delle contestazioni relative a tale disposizione a causa della rinuncia del ricorrente

  • art. 705, comma 2, cod. proc. pen.

    Invocata dal ricorrente in relazione alle garanzie procedurali sulla consegna; la Corte ha rilevato l'inammissibilità prima di valutare le censure di legge

  • L. n. 69 del 2005, artt. 2 e 16

    Norme sulla cooperazione giudiziaria e sulla consegna in ambito internazionale/UE; richiamate dal ricorrente per contestare la legittimità della consegna in presenza di rischi per i diritti fondamentali

  • Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, art. 4

    Principio del divieto di trattamenti inumani o degradanti invocato come parametro di valutazione delle condizioni di detenzione nell'autorità richiedente

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 3

    Divieto assoluto di trattamenti inumani o degradanti; fattore centrale nelle censure sul rischio di detenzione inumane, ma non esaminato nel merito per sopravvenuta rinuncia

Massime di principio

  • La rinuncia espressa e documentata del ricorrente al ricorso determina l'inammissibilità dello stesso per sopravvenuta carenza di interesse, evitando la pronuncia sul merito delle censure.
  • Una dichiarazione di rinuncia redatta e inviata per mezzo del difensore, se ritenuta proveniente dal ricorrente, è idonea a far venire meno l'interesse a proseguire il giudizio.
  • Se il ricorrente chiede l'esecuzione immediata della consegna, la Corte può astenersi dall'addebitare le spese processuali nonostante l'inammissibilità del ricorso.
  • Le censure basate sul rischio di trattamenti inumani o degradanti (art. 3 CEDU / art. 4 Carta UE) richiedono che il ricorrente produca o indichi fonti e elementi probatori concreti; in assenza di esame per sopravvenuta rinuncia, tali questioni restano di merito e devono essere affrontate prima dell'adozione della consegna.
  • Il ricorrente può rinunciare al ricorso preservando il principio di specialità, ossia la tutela contro l'uso dei provvedimenti di consegna per reati diversi da quelli previsti dall'autorità richiedente.

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