Cassazione Penale, Ordinanza n. 15330/2025 del 17/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, osservando che la prova della scarsa rilevanza del danno deve emergere con certezza dagli atti e che tale certezza non risultava nel caso concreto. Ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Milano che aveva confermato la condanna di primo grado per tentato furto aggravato. L'unico motivo dedotto lamentava vizio di motivazione in ordine al mancato riconoscimento dell'attenuante della speciale tenuità del danno ex art. 62, n. 4, c.p., sostenendo in sostanza che il danno arrecato o potenzialmente arrecabile alla persona offesa fosse di scarsa rilevanza.
Norme richiamate
L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità richiede che la scarsa rilevanza del danno risulti con certezza dagli atti; in mancanza di tale certezza, l'attenuante non può essere riconosciuta.
Massime di principio
- La circostanza attenuante del danno di speciale tenuità può essere riconosciuta solo quando la ridotta offensività patrimoniale emerga in modo certo dagli elementi di causa; non sono sufficienti valutazioni ipotetiche o dubitative.
- Nel tentato furto, la verifica della speciale tenuità del danno non può fondarsi su mere congetture circa l'esito consumato del fatto, ma richiede un accertamento probatorio univoco.
- Quando il ricorso per cassazione si risolve nella censura di una motivazione conforme ai principi di diritto consolidati e priva di reale fondamento, esso può essere dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza.
Come è indicizzato
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