Cassazione Penale, Sentenza n. 38828/2025 del 01/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per omessa e insufficiente motivazione della Corte territoriale in relazione alla richiesta di sostituzione della pena detentiva breve con il lavoro di pubblica utilità. L'imputato aveva chiesto la pena sostitutiva in primo grado (istanza formulata personalmente), il Tribunale l'aveva rigettata ritenendo l'imputato inserito in un circuito delinquenziale e non sussistente una relazione tra tossicodipendenza e reati; in appello la questione era stata sollevata ma la Corte d'appello non ha motivato il diniego sulla richiesta di sostituzione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al punto relativo alla richiesta di applicazione della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità e ha disposto il rinvio per nuovo esame alla Corte d'appello di Napoli. Nel resto la sentenza di merito aveva confermato la responsabilità per i reati contestati (detenzione e porto di fucile alterato, ricettazione, contravvenzione ex art. 697 c.p.) ed aveva escluso l'operatività della recidiva; tali risultanze non sono state annullate dalla Cassazione.
Norme richiamate
Criteri da osservare nella determinazione della pena e negli elementi per il giudizio prognostico: la valutazione sulla sostituzione della pena deve essere ancorata ai parametri di quest'articolo (modalità del fatto, personalità del condannato, ecc.) e il giudice deve motivare il diniego in relazione a tali criteri.
Norma richiamata per la contravvenzione relativa al possesso di munizioni; la Corte ha confermato la condanna anche per il capo relativo alle venti cartucce calibro 12.
art. 58, comma 3, d.lgs. n. 698/81 (come modificato dal d.lgs. n. 31/2024)
Richiamata la legittimità dell'istanza formulata personalmente dall'imputato in primo grado: la giurisprudenza consente l'accesso agli atti e considera rituale la richiesta personale ai sensi di questa norma.
Giurisprudenza Corte di Cassazione - Sez. U, n. 42792 del 31/10/2001 (Policastro)
Principio che autorizza l'accesso agli atti del procedimento da parte della Corte di Cassazione per l'esame del vizio denunciato.
Giurisprudenza Corte di Cassazione - Sez. 3, n. 19326 del 27/01/2015 (Pritoni)
Affermato che la sostituzione delle pene detentive brevi è rimessa alla valutazione discrezionale del giudice, la quale deve osservare i criteri dell'art. 133 c.p.
Giurisprudenza Corte di Cassazione - Sez. 6, n. 33027 dell'11/05/2023 (Agostino)
Conferma che la disciplina post-riforma mantiene la necessità di una valutazione giudiziale ancorata ai parametri dell'art. 133 per l'adozione di pene sostitutive.
Giurisprudenza Corte di Cassazione - Sez. 1, n. 25833 del 23/04/2012 (Testi) e altre (Sampugna, Amato)
Giurisprudenza che sottolinea l'obbligo del giudice di motivare sulle ragioni del diniego della sostituzione della pena, facendo riferimento agli indici dell'art. 133 c.p.; assenza di motivazione implica vizio che può portare all'annullamento.
Massime di principio
- La richiesta di sostituzione di pena detentiva breve con lavoro di pubblica utilità è rimessa alla discrezionalità del giudice, ma il diniego deve essere motivato in concreto con riferimento ai criteri dell'art. 133 c.p. (modalità del fatto, personalità del condannato, ecc.).
- Se il giudice di primo grado rigetta la richiesta e il punto viene impugnato in appello, la corte territoriale è tenuta a dare esplicita e sufficiente motivazione sul diniego; l'omessa motivazione costituisce motivo fondato di cassazione e comporta rinvio per nuovo esame.
- La valutazione prognostica circa l'opportunità di misure sostitutive deve considerare elementi come precedenti, carichi pendenti, inserimento in ambienti criminali e la rilevanza di eventuali condizioni personali (es. tossicodipendenza) rispetto ai fatti contestati.
- La formulazione personale dell'istanza da parte dell'imputato, se rituale ai sensi della normativa vigente, produce l'obbligo del giudice di esaminare e motivare la richiesta; tale istanza è scrutinabile in sede di impugnazione e Cassazione può controllare la correttezza motivazionale.
- In casi simili, per evitare l'annullamento e il rinvio, il giudice d'appello dovrebbe documentare perché gli indici dell'art. 133 ostino alla sostituzione (es. gravità e modalità del reato, pericolosità sociale, ripetitività degli atti) e valutare esplicitamente il percorso di recupero del condannato.
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