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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9382/2023 del 06/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto da Di Vita avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo che aveva confermato la sentenza del Tribunale di Trapani, la quale aveva dichiarato non doversi procedere per intervenuta prescrizione rispetto ai reati contestati a Romeo: infedele patrocinio (art. 380 c.p.) e truffa (art. 640 c.p.). La contestazione principale riguardava l'omesso deposito dell'appello da parte dell'avvocato Romeo, nonostante avesse ricevuto procura e avesse riscosso €300 per il contributo unificato; inoltre si contestava la produzione di una rinuncia all'appello (presunta e retrodatata). Di Vita sosteneva che il reato si fosse consumato solo con lo spirare del termine per proporre appello (9 dicembre 2013) ovvero al momento in cui il danno divenne irreversibile, e che quindi la prescrizione non era maturata alla data del decreto di citazione; i giudici di merito avevano invece individuato il momento consumativo nel deposito della rinuncia (5 marzo 2013) o nel primo nocumento (18 febbraio 2013).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Il Collegio ha richiamato il principio per cui il reato di infedele patrocinio si perfeziona quando si verifica il nocumento per l'assistito, e che è da tale momento che decorre la prescrizione. Ha confermato che il danno si era concretizzato con il deposito della rinuncia all'appello (data rilevante per il calcolo della prescrizione) e quindi la prescrizione era già maturata prima dell'emissione del decreto di citazione; il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 380 cod. pen. (infedele patrocinio)

    Il reato richiede una condotta violativa dei doveri professionali e un evento-nocumento; il momento consumativo è la data del nocumento per l'assistito, da cui decorre il termine di prescrizione. Il nocumento può consistere anche nella perdita di chances, in una preclusione processuale o in un ritardo dannoso.

  • art. 640 cod. pen. (truffa)

    Contestato come capo autonomo (induzione in errore e ingiusto profitto mediante consegna di €300), ma la decisione della Cassazione si concentra sulla prescrizione e sul momento del nocumento; la fattispecie richiede inganno e conseguente profitto ingiusto.

  • art. 61 n. 11 cod. pen. (circostanza aggravante)

    Indicata come circostanza riferita al capo di truffa; non è risultata centrale nella motivazione sulla decorrenza della prescrizione.

  • art. 23, commi 8 e 9, d.l. n. 137/2020

    Norma procedurale richiamata per indicare che il ricorso è stato trattato senza l'intervento delle parti, ai sensi del citato decreto.

Massime di principio

  • Per il reato di infedele patrocinio la prescrizione decorre dal momento in cui si verifica il nocumento per l'assistito (evento dannoso), non dalla sola condotta o dalla scadenza del termine processuale in astratto, salvo che il danno si perfezioni solo con lo spirare del termine.
  • Il concetto di nocumento è ampio e comprende la perdita di chances, la preclusione processuale o il ritardo che renda impossibile esercitare una facoltà processuale; va sempre accertato il nesso eziologico tra la violazione deontologica e il danno.
  • La data di formazione o deposito di atti (anche se falsificati o retrodatati) può essere determinante per stabilire il momento consumativo: conta quando il danneggiato subisce concretamente il pregiudizio.
  • Nelle controversie su prescrizione è fondamentale provare quando il danno è divenuto irreversibile; la mera prospettazione di successiva formazione di documenti falsi non sospende automaticamente la decorrenza della prescrizione se il nocumento si è già verificato.
  • Prassi consigliata: il cliente deve reagire tempestivamente (verificare depositi, chiedere chiarimenti all'avvocato, conservare ricevute e copie); l'avvocato deve documentare diligentemente le attività e il deposito degli atti per evitare contestazioni sulla correttezza dell'operato e sulla decorrenza dei termini.

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