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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7435/2024 del 20/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 29/03/2022 del Tribunale di Nola (giudice dell'esecuzione) che aveva rigettato la richiesta di sospensione o revoca dell'ordine di demolizione n. 21/2016, emesso a seguito della sentenza di condanna n. 39/97 (irrevocabile dal 11/11/1998) per contravvenzioni urbanistiche. Il ricorrente ha dedotto: 1) carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione perché il giudice si sarebbe basato sulla testimonianza del consulente tecnico comunale senza avere acquisito la documentazione relativa a una istanza di sanatoria pendente presso il Comune di Terzigno e senza considerare una sentenza del TAR che aveva annullato un provvedimento di acquisizione gratuita dell'immobile; 2) violazione di legge e mancata valutazione della proporzionalità della misura rispetto al diritto all'inviolabilità del domicilio richiamando criteri di giurisprudenza convenzionale (Corte EDU).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sulla prima doglianza ha ritenuto manifestamente infondato che sussistessero elementi concreti tali da prevedere, in tempi brevi, un provvedimento amministrativo o giurisdizionale contrastante con la demolizione: l'opera era non ultimata entro il 31/12/1993, l'istanza di sanatoria era priva di elaborati grafici e documentazione tecnica, e l'edificazione ricadeva in area protetta, zona sismica e zona rossa. Il richiamo alla sentenza del TAR Campania è stato considerato irrilevante rispetto alla sanabilità dell'immobile. Sulla seconda doglianza la Corte ha ritenuto il motivo generico e privo di puntuali allegazioni in ordine agli elementi richiesti dalla giurisprudenza (es. disponibilità di tempi sufficienti per la sanatoria, alternative abitative, impatto su diritti fondamentali come quello dei minori, eventuale consapevolezza dell'abuso). È stata inoltre disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Art. 616 cod. proc. pen.

    La declaratoria di inammissibilità comporta l'onere delle spese processuali e il versamento di una somma alla Cassa delle ammende; applicata per irrogare la sanzione pecuniaria di Euro 3.000,00 al ricorrente.

  • Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata come principio rilevante ai fini dell'applicazione delle conseguenze processuali dell'inammissibilità; la Corte non ha ritenuto colpevole il ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Giurisprudenza Cassazione (principio sulla sospensione dell'ordine di demolizione)

    ex plurimis, Sez. 3, n. 9145 del 01/07/2015; Sez. 3, n. 47263 del 25/09/2014; Sez. 3, n. 5822 del 18/01/2022; Sez. 3, n. 21198 del 15/02/2023

    L'ordine di demolizione può essere sospeso solo se, sulla base di elementi concreti, è ragionevolmente prevedibile che in un breve lasso di tempo sarà adottato un provvedimento amministrativo o giurisdizionale in contrasto insanabile con la demolizione; inoltre chi invoca la proporzionalità ex Corte EDU deve allegare fatti puntuali e non può avvalersi dell'inerzia propria.

  • Corte EDU - Ivanova e Cherkezov c. Bulgaria; Kaminskas c. Lituania

    Ivanova e Cherkezov c. Bulgaria, 21/04/2016; Kaminskas c. Lituania, 04/08/2020

    Forniscono il parametro del principio di proporzionalità nell'esecuzione di provvedimenti di demolizione che incidono sull'abitazione: l'autorità deve valutare tempi, alternative abitative, impatto sui minori e altre circostanze; tuttavia l'onere probatorio grava su chi invoca la tutela.

  • Decisione TAR Campania n. 3170/2019

    Tar Campania n. 3170 del 2019

    Riferita dalla difesa come esempio di annullamento di provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio dell'Ente Parco; la Corte ha ritenuto tale decisione irrilevante ai fini della valutazione della sanabilità dell'immobile e dell'opponibilità alla demolizione.

Massime di principio

  • La sospensione o revoca di un ordine di demolizione richiede elementi concreti che rendano ragionevolmente prevedibile, in tempi brevi, un provvedimento amministrativo o giurisdizionale incompatibile con la demolizione; mere ipotesi o documentazione incompleta non bastano.
  • Una istanza di sanatoria pendente non è sufficiente a sospendere l'esecuzione se priva degli elaborati e requisiti tecnici necessari o se il bene è evidentemente non sanabile per vincoli (es. area protetta, zone sismiche/rosse, opere iniziate dopo termini utili).
  • Le argomentazioni basate su pronunce amministrative (es. annullamenti di acquisizioni) non implicano automaticamente la sanabilità dell'immobile o l'opponibilità rispetto a un ordine di demolizione penale.
  • Chi invoca la tutela del diritto all'abitazione/inviolabilità del domicilio e la proporzionalità ai sensi della Corte EDU deve allegare fatti concreti e specifici (es. alternative abitative, tempi necessari per la sanatoria, situazione minorile), pena il rigetto per genericità.
  • Non è ammissibile far valere come attenuante il tempo trascorso dall'irrevocabilità della sentenza se tale tempo dipende dall'inerzia dell'autore dell'abuso; l'inerzia non può essere sfruttata per impedire l'esecuzione.
  • Nei ricorsi per cassazione è necessaria specificità dei motivi; la formulazione generica o non puntuale dei profili di doglianza può determinare l'inammissibilità e conseguenti spese e sanzioni (art. 616 c.p.p.).

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