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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22727/2025 del 17/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi, rilevando che i motivi erano in larga parte manifestamente infondati e, per le censure sul trattamento sanzionatorio, inammissibili perché attinenti a valutazioni discrezionali già congruamente motivate dalla Corte territoriale. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Due imputati hanno proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Ancona che aveva confermato la condanna di primo grado per concorso in furto aggravato commesso in un supermercato. I motivi dedotti erano, per entrambi, il difetto della condizione di procedibilità per asserita invalidità della querela proposta dal socio della società in nome collettivo; per la sola ricorrente, la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, la qualificazione del fatto come consumato anziché tentato e il diniego delle attenuanti generiche con mantenimento della recidiva; per il co-ricorrente, la contestazione delle aggravanti dell'esposizione alla pubblica fede e dell'uso di mezzi fraudolenti, oltre a doglianze sul trattamento sanzionatorio, sul diniego delle attenuanti generiche, sulla recidiva e sulla mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. La Corte ha ritenuto manifestamente infondati i motivi sulla querela, sulla particolare tenuità e sulla consumazione del furto, mentre ha considerato inammissibili o comunque non scrutinabili nel merito le censure sul trattamento sanzionatorio perché sorrette da motivazione congrua della sentenza impugnata.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile quando la gravità delle modalità del fatto e il complessivo disvalore della condotta non la giustificano.

  • art. 625, comma 1, n. 7, c.p.

    L'aggravante dell'esposizione della cosa alla pubblica fede sussiste anche nel furto di merce esposta in supermercato a self-service, quando il controllo degli addetti non sia continuo e diretto ma solo occasionale o a campione.

  • art. 131-bis c.p.

    Le modalità del fatto possono escludere l'operatività della causa di non punibilità anche per il concorrente nel reato.

Massime di principio

  • Nel furto consumato in esercizio commerciale self-service, la sottrazione si considera consumata quando l'agente supera le casse e acquisisce il possesso della merce, anche se la refurtiva viene recuperata subito dopo: non è sufficiente, per configurare il tentativo, la mera interruzione dell'azione prima dell'allontanamento dal luogo.
  • L'aggravante della cosa esposta alla pubblica fede ricorre nei supermercati quando la vigilanza è solo saltuaria, occasionale o a campione; per escluderla è necessaria una custodia continua e diretta del bene.
  • La querela proposta nell'interesse di una società in nome collettivo è validamente riferibile al socio che ne abbia la rappresentanza, potendo la qualità di socio integrare l'indicazione della fonte del potere rappresentativo, salvo specifiche contrarie risultanze.
  • La particolare tenuità del fatto non è concedibile quando il fatto presenta una gravità incompatibile con il giudizio di minima offensività richiesto dall'art. 131-bis c.p., specie in presenza di plurimi precedenti e modalità esecutive significative.
  • Le doglianze sul diniego delle attenuanti generiche, sulla recidiva e sulla dosimetria della pena sono inammissibili in cassazione quando la sentenza impugnata contiene una motivazione congrua e non manifestamente illogica, poiché attengono a valutazioni di merito non sindacabili se correttamente argomentate.

Come è indicizzato

MaterieFurtoCircostanze del reatoPena e commisurazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoTentativoRecidiva

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