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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10990/2022 del 25/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per rapina connessa alla sottrazione di una catenina, deducendo: 1) assenza di apporto concorsuale del MARIOTTI nella sottrazione posta in essere dal MANSO, lamentando che le dichiarazioni di quest'ultimo e le proprie, scagionanti, non siano state ritenute; si sottolinea che, pur presente nel negozio "Compro Oro", non avrebbe partecipato alla vendita del monile; 2) mancata riqualificazione del fatto ai sensi dell'art. 378 cod. pen., per l'asserita estraneità alla sottrazione; 3) errata qualificazione del reato come rapina anziché furto con strappo, atteso che manca violenza sulla persona offesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure fossero una riproposizione pedissequa di motivi già sollevati e puntualmente disattesi in sede di merito, senza una critica argomentata alla motivazione della Corte territoriale. La Corte d'Appello aveva motivato la condanna valorizzando elementi fattuali: la fuga del MANSO salito sul furgone del MARIOTTI (targa annotata da un teste), la presenza del MARIOTTI nel negozio "Compro Oro" dove il MANSO si recò per vendere il provento, il tentativo di scippo un'ora prima con fuga a bordo di un furgone bianco, e il comportamento violento del MANSO che aveva afferrato la vittima al collo per impossessarsi della catenina. Per questi motivi la Cassazione ha ritenuto insufficienti le riproposizioni del ricorrente, ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro tremila in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 378 cod. pen.

    Il ricorrente invocava la riqualificazione dei fatti ai sensi di questa norma, ossia la trasformazione dell'imputazione in altra figura prevista dal codice; la Corte non ha ritenuto sussistere i presupposti fattuali per tale derubricazione.

  • principio giurisprudenziale (Sez. 2 n. 42046 del 17/07/2019)

    La Suprema Corte ricorda il principio consolidato secondo cui è inammissibile il ricorso che si risolve nella mera riproposizione di motivi già dedotti e disattesi in appello, se privi di specificità e senza una critica argomentata alla motivazione della corte territoriale.

Massime di principio

  • In Cassazione non basta riproporre le medesime argomentazioni già affrontate e respinte in appello: il ricorso deve indicare in modo specifico l'errore di diritto o la carenza logico-argomentativa della sentenza impugnata.
  • Per ottenere la derubricazione da rapina a furto con strappo è necessario dimostrare concretamente l'assenza di violenza o di minaccia idonea a integrare la rapina; la sola affermazione generica non è sufficiente se la Corte territoriale ha descritto atti violenti diretti alla persona.
  • Nel giudizio sul concorso di persone nel reato, il collegamento tra i soggetti può essere fondato su indizi concatenati (es. fuga su veicolo riconducibile, presenza nel luogo della ricettazione del provento, precedenti connessioni temporali con fatti analoghi); il ricorrente deve confutare specificamente tali elementi probatori.
  • Quando si impugna in Cassazione una decisione motivata su base fattuale, è essenziale contestare in modo puntuale la valutazione delle prove e indicare dove la valutazione sia illogica, contraddittoria o manifestamente illogica, non limitandosi a dichiarazioni alternative non supportate da fatti nuovi.
  • La mancata specificità del motivo d'impugnazione può comportare l'inammissibilità del ricorso e la condanna alle spese e alle sanzioni previste (es. contributo alla Cassa delle Ammende).

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