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Cassazione Civile, Ordinanza n. 09147/2025 del 07/04/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha escluso la sussistenza di un errore materiale suscettibile di correzione ai sensi degli artt. 287 e ss. c.p.c., osservando che la statuizione sulle spese era coerente con la tempestiva costituzione dei resistenti. Ha quindi respinto il ricorso per correzione. Non sono state liquidate spese nel giudizio di correzione per mancata costituzione delle controparti.

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (controparte)

La controversia

La parte ricorrente ha proposto ricorso per correggere un preteso errore materiale contenuto in una precedente ordinanza della Corte di cassazione. Secondo la ricorrente, l'ordinanza avrebbe omesso di rilevare l'inammissibilità del controricorso delle controparti, perché depositato il 13 ottobre 2020 oltre il termine ritenuto ultimo dalla ricorrente (30 settembre 2020), e per tale ragione avrebbe erroneamente condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore dei controricorrenti. La Corte, tuttavia, ha verificato che non vi era alcun errore materiale, poiché la decorrenza dei termini, applicando l'art. 370 c.p.c. ratione temporis e la sospensione feriale, conduceva a ritenere tempestivo il controricorso: ricorso notificato il 22 luglio 2020, termine di venti giorni per il deposito scadente l'11 settembre 2020, termine per la notifica del controricorso scadente il 1 ottobre 2020, e termine per il deposito del controricorso, notificato il 13 ottobre 2020, scadente il 21 ottobre 2020. Ne è derivato che il controricorso era ammissibile e che la liquidazione delle spese in favore della parte vittoriosa era corretta.

Norme richiamate

  • artt. 287 e ss. c.p.c.

    La correzione è ammessa solo per errori materiali, ossia mere sviste che non incidono sul contenuto concettuale della decisione e che determinano una divergenza tra ideazione e rappresentazione grafica.

  • art. 370, comma 1, c.p.c.

    Nel regime ratione temporis richiamato dalla Corte, il termine per il deposito del controricorso è collegato al termine di venti giorni dalla notificazione del ricorso, con applicazione della sospensione feriale.

  • art. 370, comma 3, c.p.c.

    Il deposito del controricorso in cancelleria deve avvenire entro venti giorni dalla sua notificazione; nel caso concreto, il deposito del 13 ottobre 2020 è stato ritenuto tempestivo.

  • art. 378 c.p.c.

    La memoria ex art. 378 c.p.c. è stata utilizzata per segnalare l'asserita tardività del controricorso, ma la Corte ha ritenuto infondata la deduzione.

Massime di principio

  • L'errore materiale correggibile ex artt. 287 e ss. c.p.c. presuppone una mera svista grafica o esecutiva del giudice, non una diversa valutazione giuridica o un atto decisorio coerente con lo sviluppo processuale.
  • La tempestività del controricorso va verificata computando i termini applicabili ratione temporis e tenendo conto della sospensione feriale, quando operante; se il deposito avviene entro il termine calcolato, non può parlarsi di inammissibilità.
  • La statuizione sulle spese resa in favore della parte vittoriosa resta corretta quando il controricorso sia tempestivo e quindi il resistente sia validamente costituito.
  • In assenza di costituzione della parte intimata nel giudizio di correzione, può essere disposta la non liquidazione delle spese del procedimento.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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