Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27894/2026 del 23/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Brescia che aveva rigettato il riesame avverso la misura degli arresti domiciliari disposta dal GIP per il reato di estorsione. Con il solo motivo deduceva violazione degli artt. 274 e 292 c.p.p. e vizio di motivazione in tema di esigenze cautelari, sostenendo che il giudice del riesame non avesse verificato in modo effettivo l'attualità del pericolo di reiterazione. In particolare, contestava che il Tribunale avesse fondato la prognosi di recidiva sul rapporto di conoscenza tra lei e la persona offesa, ritenuto irrilevante o comunque insufficiente; lamentava inoltre il mancato confronto con le proprie deduzioni difensive, relative al ruolo marginale ascrittole, al lungo tempo trascorso dai fatti, all'assenza di ulteriori condotte illecite, alla sua estraneità al contesto ideativo del reato e alla sua stabile occupazione e inserimento familiare.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo infondato l'unico motivo. Ha giudicato congrua, coerente e immune da vizi logici la motivazione del Tribunale sulla sussistenza e attualità del pericolo di reiterazione, valorizzata sulla base della gravità delle condotte, del modus operandi organizzato, della distribuzione preventiva dei ruoli, della durata della condotta violenta, dell'uso di armi, dell'elevato importo richiesto e soprattutto del contributo determinante della ricorrente, che aveva messo a disposizione del gruppo i propri rapporti con la persona offesa per rendere credibile la richiesta estorsiva. Ha ritenuto inoltre che gli elementi difensivi fossero stati adeguatamente superati dal giudice del riesame. È stata quindi confermata la misura cautelare degli arresti domiciliari e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 274 c.p.p.

    Norma richiamata dalla difesa in tema di esigenze cautelari, in particolare per contestare l'attualità del pericolo di reiterazione del reato.

  • art. 292 c.p.p.

    Norma richiamata dalla difesa in relazione al vizio di motivazione dell'ordinanza cautelare e alla necessità di una motivazione adeguata sulle esigenze cautelari.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di rigetto del ricorso, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Massime di principio

  • In tema di misure cautelari personali, il pericolo di reiterazione può essere desunto da una valutazione complessiva della gravità concreta del fatto, delle modalità esecutive e del contributo individuale dell'indagato, purché la motivazione sia coerente, non apparente e priva di manifeste illogicità.
  • L'attualità delle esigenze cautelari è correttamente affermata quando gli elementi fattuali indicano una concreta probabilità di nuove occasioni di reato e una persistente inclinazione a perseverare nell'attività illecita, anche se la difesa richiami elementi favorevoli come il tempo trascorso, la distanza territoriale o l'inserimento lavorativo e familiare.
  • Nel giudizio di legittimità sulle misure cautelari, la censura non può limitarsi a proporre una diversa lettura delle risultanze investigative, ma deve confrontarsi in modo specifico con gli elementi positivi posti dal giudice di merito a fondamento della prognosi cautelare.
  • La partecipazione a un reato estorsivo può essere valutata come indice di maggiore pericolosità quando l'indagato apporti un contributo determinante alla realizzazione del programma criminoso, anche attraverso la strumentalizzazione di rapporti personali con la vittima per rendere credibile la richiesta indebita.

Come è indicizzato

MaterieEsigenze cautelariImpugnazioni
RamiMisure cautelariProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.