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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3753/2024 del 30/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Cosenza che aveva dichiarato non doversi procedere per estinzione del reato per remissione tacita della querela (mancata presenza della persona offesa e accettazione del procuratore speciale). Il Procuratore Generale ha censurato la qualificazione giuridica del fatto ritenendo che il capo di imputazione configurasse una truffa aggravata (richiamo espress o all'art. 61 n. 5 cod. pen. e all'art. 640 cod. pen.), in particolare per l'uso di mezzi telematici che integra la circostanza aggravante della minorata difesa, pertanto la remissione tacita della querela non avrebbe dovuto estinguere il procedimento nella forma ritenuta dal Tribunale.

La decisione

La Corte di legittimità ha accolto il ricorso del Procuratore Generale, ritenendolo fondato. Ha rilevato che il capo di imputazione contestava effettivamente una truffa aggravata con richiamo all'art. 61 n. 5 e alla formulazione aggiornata dell'art. 640 (comma secondo, n. 2-bis), e che l'utilizzo di mezzi telematici rientra nella fattispecie aggravante della minorata difesa secondo giurisprudenza costante. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rimessa per nuovo giudizio alla Corte d'Appello di Catanzaro.

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen.

    art. 640, comma secondo, n. 2-bis cod. pen.

    Norma che punisce la truffa; la Corte ha ritenuto che la formulazione attuale e le modifiche legislative si applichino alla fattispecie, qualificando il fatto come truffa aggravata.

  • art. 61 n. 5 cod. pen.

    Aggravante per aver approfittato di circostanze di luogo o mezzi in grado di ostacolare la privata difesa; la Corte ha interpretato tale aggravante come comprendente l'uso di mezzi telematici che riducono la possibilità di difesa della vittima.

  • Giurisprudenza di legittimità

    Sez. 2, n. 28070 del 08/04/2021, PMT/Poropat, Rv. 281800-01

    Costante orientamento che considera l'utilizzo di identità diverse o canali telematici per contrattazioni online come elemento che integra la minorata difesa ai fini dell'aggravante di cui all'art. 61 n. 5.

Massime di principio

  • Verificare sempre la precisa formulazione del capo d'imputazione: la menzione esplicita di aggravanti può mutare l'accessibilità della remissione della querela e la procedibilità dell'azione penale.
  • L'uso di mezzi telematici può integrare l'aggravante della 'minorata difesa' (art. 61 n. 5) quando tali mezzi rendono più difficile l'esercizio della difesa privata della vittima; la giurisprudenza di legittimità ha consolidato questo orientamento.
  • La remissione tacita della querela da parte della persona offesa non è automaticamente efficace se l'impianto accusatorio configura un reato con rilevanti aggravanti che incidono sull'interesse pubblico alla repressione.
  • In caso di contrasto tra qualificazione giuridica data dal giudice di merito e quanto emergente dal capo di imputazione o dalla normativa applicabile, la Corte di Cassazione può annullare e rinviare per un nuovo giudizio.
  • In situazioni analoghe è opportuno valutare contestualmente elementi di fatto (modalità del contatto, uso di identità/strumenti telematici, ostacoli alla difesa) e la normativa vigente per stabilire se la fattispecie rivesta carattere tale da impedire l'estinzione per remissione della querela.

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