Sentenza n. 249/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1
per l'annullamento del provvedimento della Prefettura di Reggio Calabria n. 67716/Ibis fasc. n. 4986, notificato il 5.08.2022 e avverso tutti gli atti connessi, precedenti e conseguenziali aventi ad oggetto il divieto di detenere a qualsiasi titolo armi, munizioni e materiale esplodente
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35 c.p.a., prendendo atto della dichiarazione del ricorrente circa il venir meno dell'interesse alla decisione. La controversia non è stata quindi esaminata nel merito e il provvedimento prefettizio non è stato annullato. Le spese di lite sono state compensate, in considerazione della definizione in rito della controversia.
Atto impugnato: provvedimento prefettizio recante il divieto di detenere a qualsiasi titolo armi, munizioni e materiale esplodente
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento della Prefettura di Reggio Calabria avente ad oggetto il divieto di detenere armi, munizioni e materiale esplodente, chiedendone l'annullamento insieme agli atti connessi, precedenti e conseguenziali. Il testo della sentenza non espone i motivi di legittimità dedotti nel ricorso. Nel corso del giudizio, dopo il rigetto dell'istanza cautelare con ordinanza n. 230/2022, il ricorrente ha dichiarato, con memoria depositata il 25 marzo 2026, di non avere più interesse alla decisione.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
il ricorso va dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso.
Richiamato nel provvedimento insieme all'art. 35 c.p.a.; il testo non esplicita una specifica interpretazione ulteriore.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non esplicita una specifica interpretazione ulteriore.
Massime di principio
- La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, quando determina il venir meno dell'interesse concreto e attuale alla pronuncia, comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse definisce il giudizio in rito senza esame dei motivi di legittimità e senza annullamento dell'atto impugnato.
- In caso di definizione in rito per sopravvenuto difetto di interesse, il giudice può compensare le spese di lite in considerazione delle modalità di definizione della controversia.
Come è indicizzato
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