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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34782/2025 del 24/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il difensore di Giovanni Russo impugnava la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro che aveva confermato la condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.), denunciando violazione di legge, inosservanza di norme processuali e carenza di motivazione perché la Corte non aveva esaminato la deduzione difensiva fondata su una sentenza irrevocabile di proscioglimento per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) relativa al medesimo episodio. Il ricorso sosteneva che, pur essendo stato proposto appello, era poi divenuta irrevocabile una precedente sentenza di proscioglimento e tale circostanza, tempestivamente depositata in giudizio, non era stata presa in considerazione dalla Corte d'appello.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato. Ha verificato che la sentenza di proscioglimento per particolare tenuità del fatto (irrevocabile) riguardava lo stesso fatto materiale e le stesse modalità esecutive (stesso tempus e stessa condotta: l'imputato sorpreso fuori dall'abitazione su una scala esterna). Perciò si è configurato il precedente giudicato sul medesimo fatto ai sensi dell'art. 649 c.p.p. La Cassazione ha qualificato come error in procedendo la mancata valutazione, da parte della Corte di appello, della questione del "ne bis in idem" e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per l'esistenza del precedente giudicato.

Norme richiamate

  • art. 385 cod. pen. (evasione)

    Indica il reato originariamente contestato e confermato in appello: l'imputato sarebbe stato sorpreso fuori dalla propria abitazione in violazione della misura restrittiva.

  • art. 131-bis cod. pen. (proscioglimento per particolare tenuità del fatto)

    non punibile per particolare tenuità del fatto

    La sentenza irrevocabile di proscioglimento ai sensi di questa norma è stata prodotta dal difensore e qualificata come decisione che esclude la punibilità per il medesimo fatto; tale proscioglimento impedisce una nuova prosecuzione del procedimento per lo stesso fatto.

  • art. 649 cod. proc. pen. (effetto del precedente giudicato)

    l'imputato prosciolto o condannato con sentenza o decreto penale divenuti irrevocabili non può essere di nuovo sottoposto a procedimento penale per il medesimo fatto

    Applicata per escludere la possibilità di rinnovare il procedimento contro l'imputato quando esiste un precedente giudicato irrevocabile sullo stesso fatto; ha costituito la ragione dell'annullamento senza rinvio.

  • Cass. Sez. 1, n. 14823 del 28/02/2020 (Balivo)

    Giurisprudenza richiamata a sostegno del principio per cui la mancata valutazione di un motivo relativo al ne bis in idem configura error in procedendo devoluto alla Corte di legittimità.

Massime di principio

  • Se in un processo viene prodotta una sentenza irrevocabile di proscioglimento per lo stesso fatto, la Corte che giudica successivamente deve esaminare espressamente la questione del ne bis in idem; l'omessa valutazione è vizio rilevabile in Cassazione.
  • Per accertare l'identità del "fatto" rileva il confronto tra tempus, luogo e modalità esecutive: se questi elementi coincidono tra le due decisioni si configura il precedente giudicato che impedisce nuovo procedimento.
  • Il proscioglimento per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) ha efficacia di impedire ulteriori procedimenti per lo stesso fatto quando la sentenza è divenuta irrevocabile e correttamente prodotta in giudizio.
  • La parte difensiva deve produrre tempestivamente la decisione irrevocabile in sede processuale e ribadire la richiesta di proscioglimento; se il giudice non la prende in considerazione, il rimedio è il ricorso per cassazione per error in procedendo e l'eventuale annullamento senza rinvio se il precedente giudicato è evidente.
  • L'annullamento senza rinvio è ordinabile quando è pacifico che esiste un precedente irrevocabile sul medesimo fatto che rende improcedibile la condanna successiva.

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