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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42759/2024 del 21/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 12/03/2024 che aveva confermato il sequestro preventivo disposto dal G.I.P. il 18/01/2024 in relazione a un'imputazione provvisoria per i reati richiamati (art. 633, 639-bis c.p.). Il ricorrente, tramite difensore, deduce violazione dell'art. 606, comma 1, lett. c) c.p.p. per presunta erronea applicazione dell'art. 633 c.p., sostenendo che mancano gli elementi costitutivi del reato: egli condivideva l'appartamento con l'originaria assegnataria e vi ha continuato a risiedere dopo il decesso della congiunta, ravvisando una posizione di erede legittimo e dunque titolo a proporre il riesame e a ottenere la restituzione dei beni sequestrati.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto con un motivo non consentito e manifestamente infondato. Ha richiamato il limite del sindacato di cassazione sui provvedimenti del riesame (art. 325 c.p.p.): possibilità di sindacare solo le violazioni di legge, in particolare la mancanza o l'apparenza della motivazione. Il motivo era generico e atecnico e, in sostanza, proponeva una rivalutazione dei fatti anziché indicare una violazione di legge. Il Tribunale aveva fornito ampia e logica motivazione circa il fumus del delitto di invasione di edifici e l'illegittima occupazione, richiamando elementi probatori (denunce/accertamenti, mancanza di titolo valido, denuncia IACP del 2008, assenza di collegamenti con terzi ecc.). La Corte ha inoltre ribadito il principio che l'invasione di edifici può avere natura permanente quando l'occupazione si protrae e ha disposto la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod.proc.pen.

Norme richiamate

  • art. 633 cod. pen.

    Norma relativa al delitto di invasione di edifici; la Corte ha ritenuto che possa sussistere il fumus anche quando l'occupazione è protratta nel tempo e limita la disponibilità del titolare, configurandosi come fattispecie permanente.

  • art. 639-bis cod. pen.

    Richiamata nell'imputazione provvisoria; nel provvedimento è indicata tra le contestazioni ma la decisione si è concentrata in particolare sul fumus relativo all'art. 633 c.p.

  • art. 606, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Base formale del motivo di ricorso invocato dal ricorrente (violazione di legge); la Corte ha ritenuto la formulazione del motivo generica e non idonea a mettere in luce una effettiva violazione di legge, essendo in sostanza una rivalutazione dei fatti.

  • art. 325, comma 1, c.p.p.

    Stabilisce i limiti del sindacato della Corte di cassazione sulle ordinanze del riesame relative a provvedimenti reali: il controllo è circoscritto alla sola violazione di legge, con particolare riferimento alla mancanza assoluta o apparente della motivazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alla somma in favore della cassa delle ammende per il ricorso inammissibile; usata come strumento sanzionatorio per il ricorrente.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione, in tema di ordinanze di riesame su provvedimenti reali, sindaca solo violazioni di legge o carenze gravi della motivazione: una mera diversa valutazione dei fatti non è motivo valido per cassazione.
  • Nel sequestro preventivo per occupazione abusiva, non è richiesta la prova piena della responsabilità personale; è sufficiente il fumus commissi delicti, ossia l'astratta riconducibilità del fatto alla fattispecie penale unita a concreti e persuasivi elementi indiziari.
  • Per ottenere la restituzione di beni sottoposti a sequestro l'eventuale titolo soggettivo del richiedente (es. qualità di erede o titolo di godimento) deve essere provato con elementi concreti: la mera affermazione non prevale su accertamenti che indicano occupazione illegittima.
  • L'invasione di edifici può avere natura permanente: la protrazione dell'occupazione costituisce elemento rilevante e può dar luogo a responsabilità anche successiva, incidendo sui termini di prescrizione.
  • Quando si impugna in cassazione una decisione di riesame, il motivo deve essere tecnico, specifico e orientato a evidenziare una violazione di legge o una mancanza della motivazione; la genericità o la rielaborazione alternativa dei fatti comporta quasi sempre inammissibilità.

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