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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10961/2024 del 23/04/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile l'istanza di regolamento di competenza d'ufficio sollevata dal Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche. Ha inoltre fissato il termine di tre mesi dalla pubblicazione dell'ordinanza per la riassunzione della causa dinanzi al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte d'appello di Napoli. Non ha provveduto sulle spese.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

Tre attori agivano davanti al Tribunale di Napoli Nord contro un comune chiedendo il risarcimento dei danni da infiltrazioni, asseritamente causate dalla rottura di una condotta idrica comunale. Il Tribunale di Napoli Nord declinava la competenza per materia e indicava come giudice competente il Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte d'appello di Napoli. Riassunta la causa dinanzi a quest'ultimo, il Tribunale Regionale sollevava d'ufficio conflitto negativo di competenza, contestando la declinatoria del primo giudice. Il ricorso per regolamento di competenza d'ufficio era però costruito soltanto in chiave demolitoria della pronuncia di incompetenza per materia del giudice a quo, senza indicare in modo compiuto quale fosse il giudice competente per materia o per territorio inderogabile. La Corte ha quindi esaminato la possibilità per il giudice adito di investire d'ufficio la Cassazione del regolamento di competenza e ha ritenuto la domanda inammissibile, richiamando il principio secondo cui il regolamento d'ufficio è ammissibile solo nei casi di vero conflitto negativo sulla competenza per materia o nei casi di territorio inderogabile; in difetto, e in mancanza di istanza di parte, la declaratoria del primo giudice resta vincolante per il giudice successivamente adito se la causa sia stata tempestivamente riassunta.

Norme richiamate

  • art. 45 c.p.c.

    Il regolamento di competenza d'ufficio è ammesso solo nei casi previsti dalla norma, cioè in presenza di un conflitto negativo tra giudici sulla competenza per materia o nei casi di territorio inderogabile.

  • art. 28 c.p.c.

    Il conflitto negativo rilevante ai fini del regolamento d'ufficio può riguardare anche la competenza territoriale solo quando si tratti di ipotesi di competenza inderogabile.

  • art. 380-bis.1, comma 2, c.p.c.

    La Corte richiama il termine per il deposito dell'ordinanza dopo la camera di consiglio.

  • art. 49, comma 2, c.p.c.

    Il richiamo è utilizzato per evidenziare che l'accoglimento del regolamento non può produrre, in sostanza, l'effetto di un regolamento d'ufficio ratione valoris non consentito.

Massime di principio

  • Il regolamento di competenza d'ufficio è ammissibile soltanto se il contrasto tra i giudici riguarda la competenza per materia o la competenza territoriale inderogabile; non è utilizzabile per questioni di competenza per valore o di competenza territoriale derogabile.
  • Quando il primo giudice declina la competenza per una ragione non deducibile con regolamento d'ufficio e la causa viene tempestivamente riassunta dinanzi al giudice indicato come competente, la declaratoria del primo giudice diventa vincolante per il giudice ad quem, che non può rimettere d'ufficio la questione alla Cassazione.
  • È inammissibile un regolamento di competenza d'ufficio che si limiti a contestare la decisione del giudice a quo senza individuare positivamente un giudice competente per materia o per territorio inderogabile.
  • Nei giudizi di competenza, la Corte distingue tra pars destruens e pars costruens: la critica alla declinatoria di competenza non basta, occorrendo l'indicazione della corretta attribuzione della competenza nei limiti consentiti dall'art. 45 c.p.c.

Come è indicizzato

MaterieCompetenza
RamiProcesso civile
IstitutiLitisconsorzio necessario

Testo integrale

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