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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44353/2024 del 04/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del 29/04/2024 che ha respinto la richiesta di revoca o sospensione dell'ordine di demolizione relativo a un manufatto di 200 mq ritenuto abusivo. Denunciano violazione dell'art. 1 comma 65 della legge Regione Campania n. 5 e dell'art. 666 comma 5 c.p.p. Sostengono, in particolare, che: (i) vi sarebbe una difformità fra l'immobile per il quale era stata richiesta la sanatoria e quello oggetto della sentenza di demolizione pari a 80 mq (e non 0,5 mq come ritenuto dal GIP); (ii) l'istanza di "housing sociale" presentata avrebbe imposto la sospensione dell'esecuzione per verificare se l'immobile fosse stato acquisito al patrimonio comunale e se la domanda fosse stata accolta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che: (i) i ricorrenti non hanno spiegato perché l'immobile oggetto della domanda di sanatoria (superficie 119 mq esclusi balconi) dovrebbe essere diverso da quello per cui è stata ordinata la demolizione, e che una mancata riferibilità della sanatoria all'immobile sottoposto a demolizione non può che favorire il rigetto dell'istanza; (ii) il proprietario destinatario dell'ordine di demolizione non ha interesse a sollevare, mediante incidente di esecuzione, l'applicabilità dell'art. 1 comma 65 della legge regionale, poiché tale norma presuppone che il bene sia già stato acquisito al patrimonio comunale e il proprietario abbia perso la titolarità; (iii) l'acquisizione gratuita dell'opera al patrimonio comunale non è di per sé incompatibile con l'ordine di demolizione, salvo che non sia intervenuta una delibera consiliare che ritenga prevalenti interessi pubblici al mantenimento dell'opera (delibera che i ricorrenti non hanno dimostrato). Conseguentemente la Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e ha imposto una somma di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 1 comma 65 legge Regione Campania n. 5 del 06/05/2012

    "gli immobili acquisiti al patrimonio dei comuni possono essere destinati prioritariamente ad alloggi di edilizia residenziale pubblica, di edilizia residenziale sociale, anche con l'assegnazione in locazione degli immobili destinati ad uso diverso da quello abitativo, o a programmi di dismissione immobiliare"

    La Corte interpreta la norma come applicabile solo se l'immobile è effettivamente acquisito al patrimonio comunale (quindi il proprietario ha già perso la titolarità). Pertanto il proprietario destinatario di ordine di demolizione non può invocarne l'applicabilità tramite incidente di esecuzione se non prova la perdita della titolarità o l'avvenuta acquisizione comunale.

  • art. 666 comma 5 cod. proc. pen.

    La norma è richiamata dai ricorrenti ma la Corte nota che i motivi non spiegano in che modo la presunta difformità metratura o l'istanza di sanatoria incida sul procedimento di esecuzione dell'ordine di demolizione; in sostanza la disciplina dell'incidente di esecuzione non può essere utilizzata per aggirare l'assenza di riferibilità della sanatoria all'immobile demolito.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per conseguenza processuale: la dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna delle parti private al pagamento delle spese del procedimento e, in presenza di profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende (quantificata dalla Corte in Euro 3.000,00).

Massime di principio

  • Un'istanza di sanatoria non rileva nel procedimento di esecuzione dell'ordine di demolizione se non è riferibile all'immobile oggetto dell'ordine: la mancata congruenza favorisce il rigetto dell'istanza
  • L'art. 1 comma 65 della legge regionale (acquisizione al patrimonio comunale e destinazione a housing sociale) è applicabile solo quando l'immobile è già acquisito al patrimonio comunale; il proprietario che mantiene la titolarità non può efficacemente invocare tale norma per sospendere l'esecuzione
  • L'acquisizione gratuita dell'opera al patrimonio comunale non sospende di per sé l'ordine di demolizione; occorre una delibera consiliare che dichiari prevalenti interessi pubblici al mantenimento dell'opera perché l'esecuzione sia effettivamente impedita
  • In Cassazione i ricorsi manifestamente infondati o non adeguatamente motivati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e sanzioni pecuniarie (Cassa delle ammende)
  • Chi intenda sospendere l'esecuzione per richiamare effetti pubblicistici (es. acquisizione comunale, destinazione a housing sociale) deve fornire prove chiare dell'avvenuta acquisizione o della delibera che preservi l'opera; altrimenti la via dell'incidente di esecuzione è improduttiva

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