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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24513/2023 del 11/08/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da una rettifica doganale e da un atto di irrogazione di sanzioni emessi in relazione a merci importate nel 2011 da una società licenziataria di un marchio di abbigliamento. L'Ufficio aveva contestato che, nella determinazione del valore in dogana, non fossero stati inclusi i corrispettivi per royalties pagate alla licenziante titolare del marchio. La CTR aveva respinto l'appello dell'Amministrazione, ritenendo non dimostrato, secondo i "ragionevoli elementi di prova" richiamati dalla circolare ADM, un potere di controllo diretto o indiretto della licenziante sui produttori extra UE tale da rendere le royalties una condizione di vendita. L'Agenzia ricorre per cassazione deducendo violazione degli artt. 143, 157, 159 e 160 del Reg. CE 2454/1993 e dell'Allegato 23 DAC, sostenendo che la CTR avesse erroneamente ridotto il ruolo della licenziante a un mero controllo qualitativo, senza considerare il contenuto delle clausole contrattuali dalle quali emergevano poteri di ingerenza, approvazione preventiva e controllo tali da integrare il presupposto per l'inclusione delle royalties nel valore doganale.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondate le eccezioni di inammissibilità sollevate dalla controricorrente e ha accolto il ricorso dell'Agenzia. Ha ricostruito il quadro normativo e giurisprudenziale in tema di inclusione dei diritti di licenza nel valore in dogana, ribadendo che occorre verificare se i diritti non siano già compresi nel prezzo, se si riferiscano alle merci da valutare e se il loro pagamento costituisca condizione della vendita, anche mediante il controllo esercitato dal licenziante o da persona a lui legata sul venditore o sull'acquirente. Ha rilevato che la CTR si era limitata a valorizzare il carattere di mera tutela qualitativa del marchio senza esaminare specificamente le clausole del contratto di licenza. Poiché dal ricorso emergevano clausole che potevano indicare un potere di controllo più ampio del semplice controllo di qualità, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado, anche per la regolazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 32, comma 1, lett. c), Reg. CEE n. 2913/1992

    i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare si aggiungono al prezzo quando l'acquirente è tenuto a pagarli come condizione della vendita

  • art. 143 Reg. CE n. 2454/1993

    definisce il concetto di persone legate, rilevante per verificare il rapporto tra venditore e licenziante

  • art. 157 Reg. CE n. 2454/1993

    i diritti di licenza concorrono al valore doganale se specificamente riferiti alle merci e dovuti come condizione del contratto di vendita

  • art. 159 Reg. CE n. 2454/1993

    per i diritti relativi a marchi di fabbrica l'inclusione opera solo al ricorrere delle condizioni previste dalla norma, tra cui l'assenza di libertà dell'acquirente di rifornirsi da altri fornitori non legati al venditore

  • art. 160 Reg. CE n. 2454/1993

    se il pagamento è dovuto a un terzo, le condizioni dell'art. 157 si considerano soddisfatte solo se il venditore o persona a esso legata richiede tale pagamento

  • Allegato 23 DAC

    offre note interpretative sul concetto di controllo e legame in ambito doganale, includendo anche poteri di fatto o di diritto di orientamento e costrizione

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    è stato il parametro del motivo di ricorso per dedurre violazione di legge nella sussunzione della fattispecie concreta nelle norme doganali applicate

Massime di principio

  • Ai fini dell'inclusione delle royalties nel valore in dogana, non è sufficiente che il corrispettivo riguardi un marchio: occorre verificare cumulativamente che il diritto non sia già compreso nel prezzo, che sia riferito alle merci importate e che sia dovuto come condizione della vendita.
  • La nozione di "condizione di vendita" va accertata in concreto chiedendosi se il venditore, o persona a lui legata, sarebbe disposto a vendere anche in assenza del pagamento del diritto di licenza.
  • Quando il diritto di licenza è corrisposto a un soggetto diverso dal venditore, l'inclusione nel valore doganale richiede la verifica di un legame diretto o indiretto e di un effettivo potere di controllo o di orientamento, anche di fatto, sul venditore o sull'acquirente.
  • Il controllo rilevante ai fini doganali non coincide con il solo controllo qualitativo del marchio: possono rilevare anche clausole contrattuali che incidano sulla scelta dei produttori, sull'approvazione dei fornitori, sulla logistica, sulla produzione, sulla pubblicità, sugli imballaggi e sui piani commerciali.
  • Il giudice di merito, nel negare l'assoggettamento delle royalties a valore doganale, deve esaminare specificamente il contenuto delle clausole contrattuali e non limitarsi ad affermazioni generiche sulla funzione di tutela del marchio.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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