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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14341/2024 del 08/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Lazzeroni impugnava la statuizione sulla confisca per equivalente a suo carico (disposta per euro 338.975) sostenendo che, essendo il reato tributario stato commesso da una società (Mens Sana Basket S.p.A.), la confisca per equivalente sul patrimonio personale dell'imputato poteva essere disposta solo dopo aver tentato la confisca diretta sui beni della società. L’imputato ha inoltre dedotto che la curatela fallimentare aveva ricevuto versamenti complessivi pari a euro 880.000 da lui e da altri coimputati, importi che avrebbero reso possibile una confisca diretta sulla massa fallimentare o comunque inciso sulla misura della confisca. In sede di ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. ha censurato un presunto errore di fatto della Corte di Cassazione nella valutazione delle date, del titolo e dell'ammontare dei versamenti alla curatela.

La decisione

Il ricorso straordinario è stato rigettato. Il giudice ha ritenuto che: (a) sussiste un errore percettivo della sentenza di Cassazione solo circa la conoscenza delle date di alcuni versamenti (in realtà riscontrabili dai verbali d'udienza), (b) però non è provato il titolo giuridico dei versamenti nei verbali citati (gli atti attestano solo la ricezione di bonifici/assegni, non il loro titolo), e (c) la Corte di Cassazione correttamente ha ritenuto che gli importi versati non mutano il quadro complessivo, dovendosi tener conto del debito «complessivo verso l'erario» della società (più ampio dei soli 338.975 euro contestati a Lazzeroni). L'eventuale errore sulle date non è stato ritenuto decisivo ai fini della rilevabilità dell'errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. Conseguentemente il ricorso è infondato e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 2 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Norma sostanziale che disciplina il reato tributario contestato: la confisca diretta o per equivalente può essere disposta in relazione al profitto del reato fiscale; la pronuncia valuta l'aggredibilità del patrimonio societario rispetto alla confisca personale.

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Rimedio straordinario per l'errore di fatto: la Corte lo interpreta restringendo la rilevabilità agli errori percettivi decisivi per la decisione; un mero errore non decisivo (es. sulla conoscenza delle date) non è sufficiente per riformare la pronuncia.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma processuale che prevede la condanna alle spese per il ricorrente quando il ricorso è respinto; applicata per condannare Lazzeroni al pagamento delle spese.

Massime di principio

  • La confisca per equivalente a carico del reo personale è ammissibile solo dopo aver verificato l'impossibilità di eseguire la confisca diretta sui beni della persona giuridica; se la società ha beni aggredibili, va tentata la confisca diretta.
  • Il fallimento della società non impedisce a priori la confisca diretta, ma occorre accertare l'esistenza di un attivo disponibile e di cespiti aggredibili nell'attivo fallimentare.
  • I versamenti effettuati alla curatela (o in udienza) devono essere provati non solo nella data e nell'ammontare, ma anche nel titolo giuridico (causa/provenienza) per poter incidere sulla misura o sulla possibilità della confisca; la mera attestazione di ricezione nei verbali non sempre costituisce prova del titolo.
  • Nel ricorso ex art. 625-bis c.p.p. l'errore di fatto deve essere decisivo per l'esito della decisione; errori di natura meramente accessororia o non decisivi non giustificano l'annullamento della pronuncia.
  • Nella valutazione del quantum aggredibile ai fini della confisca possono essere considerati anche debiti tributari complessivi della società relativi ad altri periodi d'imposta; la prescrizione penale non necessariamente estingue il credito dell'amministrazione finanziaria ai fini del recupero.

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