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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49275/2023 del 11/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza relativo alla richiesta del pubblico ministero di giudizio immediato nei confronti di Alessandro Calzavara per il reato previsto dall'art. 544-bis c.p. Il giudice del dibattimento aveva previamente declinato la propria competenza e ritrasmesso gli atti al pubblico ministero; il GIP ha quindi sollevato conflitto sostenendo che la competenza per decidere sull'ammissione del rito immediato appartenesse al GIP stesso. Il Procuratore Generale ha chiesto alla Corte di Cassazione di riconoscere la competenza del GIP.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato sussistente il conflitto e ha risolto in favore del GIP, affermando che la competenza a decidere sulla richiesta di giudizio immediato per reati a citazione diretta appartiene al giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Padova. La Corte ha ritenuto che l'art. 558-bis c.p.p., introdotto dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, estendendo il rito immediato ai reati a citazione diretta e richiamando le disposizioni del titolo IV del libro sesto "in quanto compatibili", non abbia creato un rito distinto e non abbia trasferito la competenza decisionale al giudice dell'udienza predibattimentale; la valutazione sull'ammissibilità del rito è funzione tipica della fase delle indagini preliminari e quindi del GIP. È disposta la comunicazione immediata dell'estratto ai giudici in conflitto e al pubblico ministero e la notifica alle parti private secondo art. 32, comma 2, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Disciplina la giurisdizione e i casi di conflitto di competenza; la Corte ha ritenuto applicabile il caso di stasi processuale e rimessa la risoluzione alla Cassazione.

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Norma procedure per la gestione del conflitto di attribuzione tra giudici; utilizzata unitamente all'art. 28 per la risoluzione del conflitto.

  • art. 558-bis cod. proc. pen.

    «si osservano le disposizioni del titolo IV del libro sesto, in quanto compatibili»

    Introdotto dal d.lgs. n.150/2022 per estendere il giudizio immediato anche ai reati a citazione diretta. La Corte interpreta il richiamo alle disposizioni del titolo IV come segno che il rito immediato resta quello "ordinario" e che, in assenza di una norma che assegni diversamente la competenza, il giudice competente per decidere sull'ammissione del rito è il GIP.

  • art. 554-bis e art. 554-ter cod. proc. pen.

    Disciplinano l'udienza predibattimentale e le sue attribuzioni; la Corte rileva che, pur essendo previste per reati a citazione diretta, non vi è norma che assegni a quel giudice la decisione sull'ammissione del rito immediato.

  • art. 459 cod. proc. pen.

    Attribuisce al GIP competenze relative al decreto penale di condanna; la Corte usa questo riferimento per sostenere la compatibilità e l'idoneità del GIP ad intervenire anche per reati senza udienza preliminare.

  • art. 464 cod. proc. pen.

    Norma sui riti alternativi e opposizione al decreto penale; citata per evidenziare la funzione del GIP nella gestione di riti alternativi endoprocessuali.

  • art. 557 cod. proc. pen.

    Riguarda i riti alternativi e la competenza a decidere sulle istanze connesse; utilizzata per argomentare la competenza generale del GIP in materia di riti speciali.

  • art. 32, comma 2 cod. proc. pen.

    Stabilisce le modalità di comunicazione dell'estratto della decisione ai giudici in conflitto e al pubblico ministero; applicata per la comunicazione immediata della decisione.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Ha introdotto l'art. 558-bis estendendo il giudizio immediato ai reati a citazione diretta; elemento centrale della controversia interpretativa affrontata dalla Corte.

  • Sez. U, Sentenza n. 42979 del 26/06/2014 (Squicciarino)

    Giurisprudenza che qualifica il decreto di giudizio immediato come atto endoprocessuale e strumentale al passaggio alla fase dibattimentale; utilizzata per sostenere che la decisione sull'ammissibilità del rito è tipica della fase delle indagini preliminari.

  • Sez. 1, Sentenza n. 31927 del 16/06/2023

    Precedente della Corte di Cassazione richiamato come conforme e favorevole alla soluzione che attribuisce la competenza al GIP.

Massime di principio

  • La richiesta del pubblico ministero di giudizio immediato, anche se riguardante reati a citazione diretta, va valutata nella fase delle indagini preliminari e quindi dal giudice per le indagini preliminari (GIP).
  • L'estensione del rito immediato ai reati a citazione diretta tramite art. 558-bis c.p.p. non crea un rito sostanzialmente nuovo; in assenza di una specifica disposizione che trasferisca la competenza, rimane ferma la competenza del GIP per la decisione sull'ammissibilità del rito.
  • La decisione sull'ammissione del giudizio immediato ha natura endoprocessuale e segna il passaggio alla fase dibattimentale; perciò la valutazione preventiva spetta al giudice della fase preliminare e non al giudice che interviene solo dopo l'apertura del dibattimento.
  • In caso di silenzio normativo su attribuzione di competenze, prevale l'interpretazione sistematica che assegna le funzioni al giudice della fase procedurale cui l'atto è strumentale (qui: GIP).
  • Per evitare stasi processuali dovute a ricusazioni reciproche, le controversie interpretative sulla competenza sono rimesse alla Corte di Cassazione che può dirimere il conflitto e stabilire regole di ordine generale applicabili ad altri casi analoghi.

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