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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41141/2024 del 07/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto istanza di rescissione del giudicato avverso la sentenza del Tribunale di Matera del 23/06/2023 (divenuta irrevocabile il 21/11/2023) con cui era stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione. Ha dedotto di essere stato giudicato in sua assenza per difetto di notifica del decreto di citazione a giudizio, lamentando che nel decreto era indicato erroneamente il foro del difensore (probabile omonimia con avvocato di altro foro) e che non vi sarebbero state altre comunicazioni; ha quindi chiesto di verificare nel fascicolo se la notifica all'imputato e al difensore fosse avvenuta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che l'ordinanza impugnata si era correttamente basata sul principio secondo cui il ricorrente doveva provare quando è venuto a conoscenza della sentenza (art. 629-bis, comma 2 c.p.p.) e non aveva fornito elementi in tal senso. La Corte ha inoltre ritenuto che l'errata indicazione del foro nel decreto fosse un mero errore materiale e che la nomina di un difensore di fiducia indicasse comunque conoscenza del processo, in assenza di elementi specifici di incolpevole ignoranza. Il ricorso non ha controbattuto questa parte della motivazione e quindi è risultato aspecifico. Per questi motivi è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare alla Cassa delle ammende la somma di euro 3.000.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    la richiesta è presentata alla corte di appello nel cui distretto ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento, a pena di inammissibilità, personalmente dall'interessato o da un difensore munito di procura speciale entro trenta giorni dal momento dell'avvenuta conoscenza della sentenza

    La norma impone il termine perentorio per proporre la rescissione del giudicato: la domanda deve essere proposta entro 30 giorni dal momento in cui l'interessato ha avuto conoscenza della sentenza. Il ricorrente ha l'onere di allegare elementi rigorosi atte a provare la tempestività della domanda rispetto al momento di effettiva conoscenza.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese del procedimento e a una somma in favore della Cassa delle ammende a carico del ricorrente; la Corte lo ha applicato per sanzionare il ricorrente per l'inammissibilità del ricorso.

  • artt. 581 e 591 cod. proc. pen.

    Richiamati in motivazione per indicare il principio secondo cui i motivi di impugnazione devono indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta; la mancata specificità rende i motivi inammissibili.

Massime di principio

  • La domanda di rescissione del giudicato ai sensi dell'art. 629-bis c.p.p. deve essere proposta entro 30 giorni dalla conoscenza della sentenza e il ricorrente deve allegare elementi concreti e rigorosi che dimostrino quando ha effettivamente avuto tale conoscenza.
  • La mera anomalia formale nella indicazione del foro o del difensore nel decreto di citazione può essere considerata un errore materiale e non prova automatica della mancata notifica; è necessario produrre elementi specifici che dimostrino l'assenza di conoscenza o la notifica nulla.
  • La nomina di un difensore di fiducia e/o la partecipazione a procedimenti collegati possono essere valutati come indizi di conoscenza del processo; per dimostrare incolpevole ignoranza è richiesta una documentazione precisa e circostanziata.
  • In sede di impugnazione (anche in Cassazione) è obbligatorio confrontarsi puntualmente con le ragioni di fatto e di diritto poste a fondamento del provvedimento impugnato: i motivi aspecifici o che non controbattono le parti essenziali della motivazione sono dichiarati inammissibili.
  • Chi intende contestare la correttezza delle notifiche dovrebbe acquisire e produrre nel ricorso copia delle registrazioni di notifica, attestazioni dell'ufficio giudiziario o altri documenti che provino la mancata notifica o l'erronea consegna, indicando tempi e modi della conoscenza effettiva della sentenza.

Testo integrale

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