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Ordinanza

Ordinanza n. 1297/2026 - Napoli, Sezione 6

Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: avverso e per la declaratoria di illegittimità del silenzio/inadempimento/rifiuto serbato sulla domanda di primo ingresso con contestuale autorizzazione al subentro del nuovo datore di lavoro; per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da -OMISSIS- il 14\4\2026 : per l’annullamento del provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro subordinato, prot. n.P-CE/L/Q/2023/123639, emesso dalla Prefettura di Caserta – Sportello Unico Immigrazione il 26.03.2026, notificato in data 27.03.2026;

Giustizia amministrativa202600687

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sulla domanda di primo ingresso con contestuale autorizzazione al subentro del nuovo datore di lavoro e, con motivi aggiunti, provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il silenzio/inadempimento/rifiuto serbato dall'amministrazione sulla domanda di primo ingresso con contestuale autorizzazione al subentro di un nuovo datore di lavoro. Con motivi aggiunti ha impugnato il provvedimento della Prefettura di Caserta del 26 marzo 2026, notificato il 27 marzo 2026, con cui era stato revocato il nulla osta al lavoro subordinato. In sede endoprocedimentale, prima della revoca, il ricorrente aveva comunicato di avere trovato lavoro con altro datore, producendo la relativa documentazione.

La decisione

Il TAR, ritenuta la propria giurisdizione e competenza, ha accolto la domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a. all'esito del sommario esame. Ha ritenuto rilevante che, prima dell'adozione della revoca, il ricorrente avesse trovato lavoro con un diverso datore e ne avesse fornito prova all'amministrazione. Secondo il giudice, tale circostanza doveva essere considerata nell'esercizio del potere amministrativo, in ossequio ai principi di proporzionalità e di favor per il lavoratore in buona fede, secondo la giurisprudenza della Sezione. Per l'effetto, ha sospeso l'efficacia del provvedimento di revoca del nulla osta. Ha fissato l'udienza pubblica per la trattazione di merito al 7 aprile 2027 e ha compensato le spese della fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione è stata applicata per concedere la tutela cautelare e sospendere l'efficacia del provvedimento impugnato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamata quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la revoca del nulla osta al lavoro subordinato può essere sospesa quando, prima della sua adozione, il lavoratore straniero abbia comunicato e documentato di avere trovato un nuovo datore di lavoro, qualora tale circostanza non sia stata adeguatamente considerata dall'amministrazione.
  • Nella valutazione dei provvedimenti incidenti sul percorso di ingresso e di lavoro dello straniero, l'amministrazione deve conformare l'esercizio del potere ai principi di proporzionalità e di favor per il lavoratore in buona fede, valorizzando la possibilità di prosecuzione del rapporto lavorativo con un diverso datore documentata prima della revoca.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaAutorizzazione paesaggistica
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaBuona fede e correttezza della PA

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