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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32765/2025 del 03/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugna l'ordinanza che ha dichiarato il vincolo della continuazione fra la sentenza n.1125/2024 della Corte di appello di Catanzaro e la sentenza n.898/2013 della Corte di appello di Bologna. Il ricorrente sostiene che il giudice dell'esecuzione ha frainteso la richiesta, la quale riguardava invece la sentenza definitiva n.2442/2018 della Corte di appello di Bologna (divenuta irrevocabile il 26/06/2018). Inoltre denuncia travisamento del fatto e difetto di motivazione: il giudice avrebbe utilizzato per il calcolo degli aumenti le maggiori pene riportate nella sentenza n.898/2013 (che non è mai divenuta definitiva e fu annullata), anziché le pene della sentenza definitiva n.2442/2018, pervenendo così a un aumento complessivo ingiustificato e potenzialmente a un mero cumulo materiale delle pene; infine lamenta omissione di motivazione sui singoli aumenti per i reati satelliti.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che il giudice dell'esecuzione abbia errato nell'individuare la sentenza bolognese da porre in continuità (ha indicato la n.898/2013, non definitiva) mentre l'unica definitiva è la n.2442/2018. Ha rilevato che il calcolo degli aumenti era stato effettuato con parametro le pene della sentenza poi annullata, conducendo a risultati superiori a quelli dovuti. L'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata alla Corte di appello di Catanzaro, in diversa composizione, per un nuovo giudizio con piena libertà valutativa ma rispettoso dei principi indicati: ricalcolo della pena tenendo conto delle pene irrogate con la pronuncia definitiva (n.2442/2018) e motivazione puntuale dei singoli aumenti per i reati satellite conformemente al principio di Sez. U. n.47127/2021 (Pizzone).

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 309/1990 (Testo unico stupefacenti)

    Il reato previsto dall'art.74 è stato valutato omogeneo con quelli ex art.73 e ritenuto commesso sin dal 2011, elemento usato dal giudice dell'esecuzione per sostenere il criterio della vicinanza cronologica nella dichiarazione di continuazione.

  • D.P.R. n. 309/1990 (Testo unico stupefacenti)

    L'art.73 è stato considerato omogeneo con l'art.74 e, insieme con la vicinanza cronologica, ha costituito motivo per ritenere sussistente il vincolo della continuazione tra i reati.

  • Sez. U. n. 47127 del 24/06/2021 "Pizzone", Rv. 282269

    Principio giurisprudenziale richiamato: obbligo del giudice di motivare i singoli aumenti per i reati satellite per evitare che la quantificazione della pena costituisca un mero cumulo materiale; il giudice del rinvio dovrà conformarsi a tale principio.

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione deve basare la valutazione della continuazione e il ricalcolo della pena sulle sentenze divenute definitive: non possono essere utilizzate sentenze poi annullate come parametro per gli aumenti.
  • In caso di plurime pronunce sullo stesso fatto, occorre verificare la definitività delle sentenze indicate nella istanza: la continuazione va operata con riferimento alle pronunce irrevocabili che effettivamente gravano sul certificato penale.
  • Il ricalcolo degli aumenti per reati satellite deve prendere come riferimento le pene effettivamente definitive ed essere motivato per ciascun aumento, per evitare un surrettizio cumulo materiale delle pene.
  • Se il giudice dell'esecuzione erri nell'individuazione della sentenza di riferimento o utilizzi pronunce annullate per il calcolo delle pene, il rimedio più probabile è l'annullamento con rinvio in Cassazione e un nuovo giudizio di ricalcolo conforme alle pronunce definitive.
  • Nelle istanze di applicazione della continuazione è consigliabile indicare espressamente le sentenze definitive rilevanti e allegare la documentazione che attesta la loro irrevocabilità (es. certificato penale, pronunce di cassazione).

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