Cassazione Penale, Sentenza n. 41608/2025 del 29/12/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 12/06/2025 che ha dichiarato inammissibile l'istanza volta al riconoscimento della continuazione fra due condanne: una sentenza del 27/06/2017 per il reato di cui all'art. 416-bis c.p. (condotta dal giugno 2000 al marzo 2015) e una sentenza del 31/01/2019 per estorsione con aggravante mafiosa (accertata fino al 23/10/2014). La Corte territoriale aveva ritenuto la nuova istanza mera riproposizione di quella del 22/02/2021, già respinta con provvedimento del 15/03/2022. Il ricorrente ha dedotto invece che sussisteva un novum: la sentenza n. 44/21 del 21/05/2021, con la quale la Corte d'assise d'appello di Napoli aveva riconosciuto la continuazione a carico dell'originario coimputato Andrea Andolfi, sentenza non allegabile alla prima istanza del 22/02/2021 e dunque idonea a rendere non ripetitiva la domanda successiva.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte di Appello di Napoli per nuovo giudizio, con piena libertà negli esiti. La Cassazione ha ritenuto che la sentenza a carico di Andolfi costituisse un novum rispetto alla prima istanza e che la Corte territoriale avrebbe dovuto valutare concretamente, sul merito, se e in quale misura la decisione favorevole nei confronti del coimputato potesse estendersi a beneficio di Salzano, lasciando comunque alla Corte di merito la valutazione sulla condivisibilità della prospettazione difensiva.
Norme richiamate
Il reato associativo di tipo mafioso è uno dei capi di imputazione considerati; la decisione di continuazione fra reati associativi e altri reati omogenei può incidere sul regime sanzionatorio e deve essere valutata nel giudizio di esecuzione
Ordinanza/Cassazione, Sez. 1, n. 8861 del 11/02/2015 (Rastoder)
Sez. 1, n. 8861 del 11/02/2015, Rastoder, Rv. 262831– 01
Principio secondo cui l'effetto estensivo di una sentenza favorevole non va escluso per una separazione formale delle posizioni quando le situazioni processuali si siano sviluppate analogamente; quindi una sentenza favorevole a un coimputato può, a certe condizioni, estendersi
Giurisprudenza: Sez. 4, n. 285 del 23/01/1998 (Ismail Badawi)
Sez. 4, n. 285 del 23/01/1998, Ismail Badawi, Rv. 210392 – 01
Il giudice dell'esecuzione, dinanzi a richiesta di estensione di effetti favorevoli derivanti da sentenza a carico di altro imputato, deve verificare concretamente se i motivi della sentenza favorevole siano o meno personali e quindi non estensibili
Giurisprudenza: Sez. 5, n. 12895 del 13/02/2002 (Armenise)
Sez. 5, n. 12895 del 13/02/2002, Armenise, Rv. 221159 – 01
Conferma il principio che grava sull'interessato l'onere di dimostrare in quali specifici aspetti la decisione resa a carico di un altro soggetto possa giovare alla sua posizione
Massime di principio
- La produzione di una sentenza favorevole a carico di un coimputato pronunciata dopo la prima istanza può costituire un novum e rendere non ripetitiva una successiva domanda di estensione degli effetti
- Il giudice dell'esecuzione non può dichiarare inammissibile per mera ripetizione una domanda basata su fatti o decisioni sopravvenuti; è tenuto a valutare concretamente il merito dell'istanza di estensione
- Spetta al ricorrente l'onere di illustrare con precisione in che termini la decisione favorevole di altro imputato sia estensibile alla sua posizione e se i motivi della decisione non siano esclusivamente personali
- Anche quando le posizioni sono processualmente separate, l'unicità sostanziale della vicenda può giustificare l'estensione degli effetti favorevoli tra coimputati se le situazioni processuali sono sviluppate in modo conforme
- Dal punto di vista procedurale, quando si richiede al giudice dell'esecuzione l'estensione di effetti favorevoli, è opportuno allegare la sentenza sopravvenuta e motivare analiticamente i profili che la rendono utile al richiedente
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