Ordinanza n. 11816/2026 - Roma, Sezione 1T
per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, 1) del provvedimento dello Sportello Unico per l'Immigrazione di Roma - Prefettura UTG, prot. n. -OMISSIS-B202006/05/2025, avente ad oggetto la “Revoca del nulla osta n. P-RM/L/Q/2025/103771 rilasciato in data 28/11/2025”, recante data 6 maggio 2025, notificato alla società ricorrente in data 4 marzo 2026 mediante riscontro via p.e.c. a istanza di accesso agli atti ed emesso con riferimento alla domanda informatica contraddistinta dal codice identificativo n. -OMISSIS-, finalizzata all'ingresso per lavoro subordinato in favore del cittadino straniero -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS-, ai sensi dell'art. 22 del Decreto Lgs. 286/98 e successive modifiche e integrazioni; 2) ove necessario, della nota recante “Istanza n. -OMISSIS- - Avvio procedimento di revoca del nulla osta n. P-RM/L/Q/2025/103771 rilasciato in data 28/11/2025”, datata 10 marzo 2025, mai notificata alla società ricorrente, e conosciuta in data 4 marzo 2026 a seguito mediante riscontro via p.e.c. a istanza di accesso agli atti, avente ad oggetto la “Revoca del nulla osta n. P-RM/L/Q/2025/103771 rilasciato in data 28/11/2025”, nonché, di ogni altro atto ad esso presupposto, connesso e/o conseguente, ancorché non conosciuto, in quanto illegittimo e lesivo.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato e rigetto della richiesta di autorizzazione all'ingresso di un cittadino straniero
Esito
La controversia
La società ha impugnato il provvedimento dello Sportello Unico per l'Immigrazione di Roma, recante la revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato in favore di un cittadino straniero, nonché, ove necessario, il precedente avvio del procedimento di revoca e gli atti connessi. Ha dedotto, in particolare, la nullità del provvedimento, poiché esso e il relativo preavviso di rigetto fanno riferimento a un nulla osta indicato come rilasciato il 28 novembre 2025, mentre la revoca reca data 6 maggio 2025, sicché il titolo oggetto di revoca risulterebbe cronologicamente successivo all'atto revocatorio.
La decisione
Il TAR non ha definito la domanda cautelare né il merito del ricorso. Ha ritenuto necessario acquisire dall'Amministrazione adeguati chiarimenti sulla discrasia temporale tra la data di rilascio del nulla osta, indicata nel provvedimento impugnato come 28 novembre 2025, e la data della revoca, 6 maggio 2025. Il Collegio ha giudicato insufficienti i chiarimenti contenuti nella memoria depositata il 24 giugno 2026 e ha disposto incombenti istruttori, assegnando all'Amministrazione il termine di 60 giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza. La causa è stata rinviata alla camera di consiglio del 13 ottobre 2026; le spese sono state riservate all'esito della fase cautelare.
Norme richiamate
La domanda amministrativa riguarda l'ingresso in Italia per lavoro subordinato di un cittadino straniero.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Costituisce la base normativa richiamata per disporre l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi delle parti.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
È richiamato, unitamente alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati.
Massime di principio
- Quando un provvedimento di revoca richiama un titolo amministrativo la cui data di rilascio risulta successiva alla data della revoca, la discrasia cronologica costituisce una questione rilevante che impone all'amministrazione di fornire chiarimenti adeguati sulla corretta individuazione del titolo e sulla sequenza procedimentale.
- I chiarimenti dell'amministrazione contenuti in una memoria processuale non sono sufficienti a superare una specifica incongruenza dell'atto impugnato se non consentono di ricostruire in modo adeguato l'effettiva sequenza degli atti e il titolo oggetto della revoca.
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