Cassazione Penale, Ordinanza n. 06128/2025 del 14/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando la genericità e l'apoditticità delle doglianze, che non si confrontavano con la motivazione della sentenza impugnata né con le circostanze concrete. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso è stato proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte di appello di Roma del 24/04/2024. Dal testo dell'ordinanza non emergono i fatti storici del procedimento né il titolo di reato oggetto del giudizio; emerge soltanto che i motivi di impugnazione erano formulati in modo apodittico e generico, limitandosi a contestare l'argomentazione posta a base della sentenza senza alcun confronto puntuale con il suo contenuto e con le circostanze del caso concreto. La Corte di cassazione ha ritenuto tale censura del tutto inidonea a scalfire la motivazione impugnata.
Norme richiamate
È applicato nella parte in cui, a seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso, viene disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si risolve in contestazioni apodittiche o del tutto generiche, prive di un effettivo confronto critico con la motivazione della decisione impugnata.
- La censura in cassazione deve misurarsi specificamente con le argomentazioni poste a base della sentenza e con le circostanze del caso concreto; in difetto, non può essere scrutinata nel merito.
- La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Come è indicizzato
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