Cassazione Penale, Sentenza n. 31169/2023 del 18/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per favoreggiamento personale sostenendo: 1) carenza di prova del dolo, contestando l'uso dei suoi precedenti e del rapporto di amicizia con Luigi Femiano per trarne la responsabilità; 2) che l'ospitalità era dovuta a ragioni di parentela/solidarietà (Femiano ospitato con moglie e figlio) e che il controllo dei Carabinieri avvenne di notte con una sola domanda posta al ricorrente; 3) che Femiano disponeva di molte alternative di rifugio e dunque la condotta del ricorrente era inidonea a eludere le ricerche; 4) omissione di riqualificazione in tentativo e omissione di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.); 5) mancata concessione delle attenuanti generiche e richiesta di riduzione della pena per incertezza probatoria (testimone Di Giorgio sulla ripetizione della domanda).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Motivi principali: 1) primo motivo inammissibile perché versa in fatto e mira a ottenere una diversa ricostruzione provvisionale; la sentenza impugnata ha motivato in modo logico e ha ritenuto il dolo sulla base, oltre che dei precedenti e del rapporto di amicizia, dell'assenza di valide ragioni per negare la presenza di Femiano al momento del controllo; 2) secondo motivo inammissibile e manifestamente infondato: il favoreggiamento è reato di pericolo a forma libera e si consuma con un'azione idonea ad aiutare l'elusione delle investigazioni; il comportamento (mettere a disposizione l'abitazione e negarne la presenza durante il controllo) è stato ritenuto idoneo e sufficiente a integrare il reato; 3) sul rilievo dell'art. 131-bis: anche se la Corte territoriale ha fatto riferimento a precedenti non specifici, il diniego della particolare tenuità è avvenuto per le modalità della condotta; si tratta di valutazione discrezionale non sindacabile in Cassazione; 4) sulle attenuanti generiche e sulla commisurazione della pena: doglianze essenzialmente di fatto, manifestamente infondate; la Corte d'appello ha commisurato una pena ben al di sotto del massimo edittale, esclusa la recidiva; 5) conseguentemente il ricorso è rigettato e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità è stata valutata ed esclusa dalla Corte territoriale in considerazione delle modalità della condotta; tale valutazione è rimessa al giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione salvo manifesta illogicità o arbitrarietà
Cass. Sez. 6, n. 6662 del 06/12/2016 (Calore)
Principio secondo cui il favoreggiamento è reato di pericolo a forma libera e il tentativo è configurabile solo quando gli atti sono idonei ed univocamente volti ad aiutare qualcuno ad eludere le investigazioni ma l'azione non si realizza per cause indipendenti dalla volontà dell'agente
Cass. Sez. 6, n. 22523 del 23/01/2003 (Picone)
Conferma della nozione che il favoreggiamento si consuma con azioni idonee ad agevolare l'elusione delle investigazioni indipendentemente dal loro esito
Cass. Sez. 2, n. 16827 del 07/03/2019 (Furiassi)
Richiamato per il principio di correlazione tra capo di imputazione e sentenza: la condotta censurata (aiuto attraverso ospitalità e false dichiarazioni) è coerente con l'imputazione
Cass. Sez. 3, n. 21029 del 03/02/2015 (Dell'Utri)
Richiamata per il principio che la mancata considerazione di questioni di fatto e doglianze manifestamente infondate non comporta annullamento in Cassazione; la Corte di legittimità non è sede per rivedere la valutazione discrezionale del merito sulla commisurazione della pena se non sussistono vizi logici o di diritto
Massime di principio
- Il favoreggiamento personale può integrarsi anche quando l'azione dell'ospitante è semplicemente idonea ad agevolare l'elusione delle investigazioni (es. mettere a disposizione un'abitazione e negarne la presenza), senza che sia necessario il concreto successo dell'elusione
- Le valutazioni sui motivi che hanno indotto a ospitare una persona (solidarietà, legami familiari) devono essere provate e valutate dal giudice di merito; la Cassazione non rifa' la prova e non sostituisce la valutazione fattuale salvo vizi di legge o logica
- La configurazione del tentativo di favoreggiamento è possibile solo se gli atti sono univocamente diretti a eludere le ricerche e l'azione non si consuma per cause estranee alla volontà dell'agente: atti isolati o non idonei non integrano il tentativo
- La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) è soggetta alla valutazione discrezionale del giudice di merito; per farla valere occorre dimostrare la limitatezza della condotta sotto il profilo oggettivo e soggettivo e la sua totale scarsa offensività
- L'uso di precedenti penali e dei rapporti personali per inferire l'elemento psicologico è legittimo se accompagnato da una motivazione che spiega il nesso con la condotta contestata; però i precedenti non possono da soli sostituire prove concrete della coscienza e volontà di favorire
- Le doglianze relative alla valutazione delle prove o alla commisurazione della pena sono, di regola, questioni di merito non riesaminabili in Cassazione a meno che non emergano vizi di diritto o illogicità manifesta nella motivazione
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