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Sentenza

Sentenza del 18/02/2021 n. 195 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana

Catasto - Immobili a destinazione speciale - Esclusione dalla stima di macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti non strutturalmente connessi - Denuncia di variazione - Facoltà di proporre revisione generalizzata della rendita - Esclusione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha presentato una denuncia di variazione DOCFA richiamando l'art. 1, commi 21 e 22 della L. 208/2015, chiedendo la rideterminazione della rendita catastale mediante lo scorporo dei macchinari, congegni e impianti "imbullonati" ritenuti non strutturalmente connessi all'immobile. L'Ufficio ha emesso avviso di accertamento con nuovo classamento e rendita che la società ha impugnato. In primo grado la CTP ha ritenuto che la DOCFA prevista dalla norma sia finalizzata esclusivamente allo scorporo di impianti effettivamente valorizzati nella rendita già in atto; nel caso di specie non risultavano in atti elementi impiantistici da escludere. In appello la società ha contestato l'interpretazione, ma il giudice ha confermato che la norma consente la presentazione della DOCFA solo quando la rendita precedente sia stata attribuita includendo impianti ora esclusi dalla stima, e che la parte non ha dimostrato tale sussistenza; inoltre la perizia di parte non risultava conforme alla Circolare 6T/2012.

La decisione

L'appello della contribuente è stato respinto. Il Tribunale ha ritenuto corretta l'operazione dell'Ufficio che ha ripristinato la rendita precedentemente accertata, avendo mancato la prova che nella rendita in atti fossero state valorizzate componenti impiantistiche da escludere ai sensi della L. 208/2015. È stata altresì ritenuta infondata l'eccezione relativa alla mancata contestazione della perizia, essendo essa non conforme alle indicazioni della circolare 6T/2012. Spese di giudizio a carico della ricorrente, liquidate in euro 800,00.

Norme richiamate

  • Legge 28 dicembre 2015, n. 208, art. 1, commi 21 e 22

    Introduce l'esclusione dalla stima diretta degli 'imbullonati' (macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti funzionali al processo produttivo non strutturalmente connessi) e consente, per gli immobili già censiti, la presentazione di atti di aggiornamento DOCFA finalizzati alla rideterminazione della rendita esclusivamente per scorporare tali componenti. Non autorizza una revisione generalizzata della rendita in assenza della prova che tali impianti siano stati precedentemente considerati nella rendita in atto.

  • Circolare 6T/2012 (Agenzia delle Entrate)

    Precedente criterio estimativo che richiedeva la considerazione degli impianti nella determinazione della rendita; la L. 208/2015 è intervenuta per modificare tale regime rispetto agli "imbullonati". La perizia e la documentazione tecnica devono comunque rispettare i criteri tecnici richiamati dalla circolare quando rilevanti.

  • Relazione illustrativa al Disegno di Legge (Legge di Stabilità 2016)

    Chiarisce la ratio della norma: la modifica mira a escludere specificamente gli impianti 'imbullonati' dalla stima, mantenendo invariati gli altri parametri (suolo, costruzioni, impianti strutturali). Conferma che la DOCFA per rideterminare la rendita è ammessa solo per scorporo degli impianti precedentemente valorizzati.

  • Nota IFEL del 2 marzo 2016

    Evidenzia l'innovazione normativa che sottrae i macchinari e impianti 'imbullonati' dalla determinazione della rendita e conferma che il comma 22 permette la presentazione di atti di aggiornamento per uniformare i criteri estimativi solo per gli immobili interessati.

  • Modello e procedura DOCFA (modificato per L. n. 208/2015)

    La procedura DOCFA prevista dalla norma serve a presentare l'atto di aggiornamento volto allo scorporo degli impianti 'imbullonati' quando questi siano stati valorizzati nella rendita in atto; l'assenza nel modello di una sezione specifica per indicare la rendita precedente o gli impianti da escludere non amplia per legge la possibilità di chiedere una revisione generalizzata della rendita.

Massime di principio

  • La DOCFA ai sensi dell'art. 1, commi 21-22 L. 208/2015 è ammessa solo per scorporare impianti 'imbullonati' che risultino effettivamente valorizzati nella rendita catastale in atti; non costituisce un mezzo per una revisione generalizzata della rendita.
  • Onere della prova a carico del contribuente: bisogna dimostrare che nella rendita precedente siano state incluse componenti impiantistiche ora esclusibili e indicare chiaramente quali elementi si intendono scorporare.
  • La documentazione tecnica e le perizie devono conformarsi ai criteri tecnici vigenti (es. Circolare 6T/2012) al fine di essere efficaci in sede di aggiornamento catastale; perizie non conformi possono essere disattese.
  • L'assenza nel modello DOCFA di campi specifici per la rendita precedente o per l'elenco degli impianti non può essere interpretata come autorizzazione normativa a ottenere comunque una rideterminazione della rendita.
  • In assenza di prova dell'esistenza o della preventiva valorizzazione degli impianti da scorporare, l'Ufficio può legittimamente respingere la variazione e ripristinare la rendita precedente; pertanto è opportuno predisporre documentazione probatoria puntuale prima di presentare la DOCFA.

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