Cassazione Penale, Sentenza n. 18208/2023 del 02/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore generale impugna la sentenza della Corte d'appello di Torino che aveva dichiarato inammissibile l'appello del Pubblico Ministero avverso la sentenza di assoluzione del Tribunale di Cuneo (assoluzione perchè il fatto non sussiste) per sopravvenuta carenza di interesse a seguito del maturare della prescrizione. Il ricorrente sostiene che, anche in presenza di estinzione del reato per prescrizione, il pubblico ministero aveva interesse ad impugnare al fine di ottenere la riforma della sentenza di primo grado (o, comunque, una pronuncia che assicurasse l'applicazione della legge), e che la Corte d'appello avrebbe dovuto, a seconda del giudizio di merito, confermare l'assoluzione o dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di interesse all'impugnazione. Ha richiamato la giurisprudenza consolidata secondo cui l'interesse richiesto dall'art. 568, quarto comma, c.p.p., deve essere concreto, attuale e idoneo a produrre un vantaggio pratico per l'impugnante; l'interesse del pubblico ministero esiste solo se il gravame può eliminare un provvedimento pregiudizievole e creare una situazione giuridica più favorevole. Nel caso di specie il Procuratore generale non aveva indicato un'utilità pratica diversa dalla mera rettifica teorica della formula o della motivazione: la prescrizione maturata ha reso priva di efficacia pratica l'impugnazione, sicché il ricorso è stato giudicato inammissibile.
Norme richiamate
art. 568, quarto comma, cod. proc. pen.
art. 568, quarto comma, cod. proc. pen.
L'articolo richiede, quale condizione di ammissibilità dell'impugnazione, un interesse correlato agli effetti primari e diretti della decisione impugnata; l'interesse deve essere concreto, attuale e idoneo a produrre un vantaggio pratico per l'impugnante
Sez. U, n. 35814 del 28/03/2019, Marcis
Sez. U, n. 35814 del 28/03/2019, MARCIS Rv. 276285
Conferma il principio secondo cui è inammissibile il ricorso del P.M. contro sentenza di assoluzione "perché il fatto non sussiste" quando, dopo la pronuncia, il reato si estingue per prescrizione: l'impugnazione deve perseguire un vantaggio pratico, non soltanto una correzione teorica
Sez. U, n. 9616 del 24/03/1995, Boido
Sez. U, n. 9616 del 24/03/1995, Boido, Rv. 202018
Principio che l'interesse di cui all'art. 568 va correlato agli effetti primari e diretti del provvedimento impugnato e sussiste solo se il gravame è idoneo a creare una situazione pratica più vantaggiosa per l'impugnante
Sez. 4, n. 16029 del 28/02/2019, Briguglio
Sez. 4, n. 16029 del 28/02/2019, Briguglio, Rv. 275651
Ribadisce che l'interesse del P.M. all'impugnazione deve essere concreto e capace di produrre effetti pratici; la mera correttezza teorica della decisione non è sufficiente
Sez. 3, n. 5509 del 04/10/2019, Panarese
Sez. 3, n. 5509 del 04/10/2019, Panarese, Rv. 278669
Ammette che l'interesse all'impugnazione possa esistere anche per ragioni esterne al processo (es. conseguenze sulla confisca, sul diritto al risarcimento, sul giudizio disciplinare), ma solo se tali ragioni determinano un vantaggio pratico effettivo per l'impugnante
Massime di principio
- L'impugnazione è ammissibile solo se l'impugnante dimostra un interesse concreto e attuale, ossia la possibilità che l'impugnazione produca un vantaggio pratico e diretto rispetto alla situazione esistente.
- Il pubblico ministero ha interesse ad impugnare quando mira a tutelare l'osservanza della legge e conseguire effetti pratici (es. condanna, misure patrimoniali, implicazioni disciplinari), ma non quando l'impugnazione mira soltanto a una correzione teorica della formula o della motivazione.
- Se, tra la proposizione dell'impugnazione e la decisione, matura la prescrizione del reato in modo da rendere privo di efficacia pratica l'eventuale pronuncia favorevole all'impugnante, sorge la "carenza d'interesse sopraggiunta" e l'impugnazione può essere dichiarata inammissibile.
- L'interesse deve persistere fino al momento della decisione; eventuali effetti esterni collegati alla formula della sentenza (es. preclusioni sulla confisca o sul risarcimento) possono giustificare l'interesse del P.M. solo se concretamente prospettabili e idonei a produrre un vantaggio pratico.
- In caso di estinzione del reato per prescrizione, il giudice d'appello deve decidere sul merito solo se l'impugnazione è ammissibile; quando invece la prescrizione rende l'impugnazione incapace di produrre vantaggi pratici, la relativa impugnazione è inammissibile.
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