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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41819/2025 del 30/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso impugnava l'ordinanza del GIP che aveva respinto la richiesta di archiviazione formulata dal P.M. nei confronti di Adolfo Greco e aveva ordinato al P.M. di effettuare nuove indagini nel termine di due mesi e di iscrivere Greco nel registro delle notizie di reato per il delitto previsto dall'art. 4 del d.lgs. 74/2000 (autoriciclaggio). Il difensore deduceva abnormità strutturale dell'ordinanza perché il GIP, pur non potendo svolgere indagini, avrebbe richiamato nella motivazione un decreto di applicazione della misura di prevenzione depositato dopo l'udienza, violando il contraddittorio e il diritto di difesa.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: non è previsto ricorso ordinario avverso i provvedimenti del GIP che respingono la richiesta di archiviazione. La Corte ha ritenuto che il GIP abbia rispettato le proprie prerogative: può ordinare al P.M. l'iscrizione nel registro delle notizie di reato di ulteriori reati ravvisati nelle risultanze investigative (art. 335 c.p.p.) e può indicare acquisizioni che il P.M. deve effettuare, senza svolgere egli stesso indagini. La circostanza che il decreto di prevenzione sia stato depositato dopo l'udienza non ha comportato menomazione del diritto di difesa, posto che il GIP non ha disposto esercizio dell'azione penale ma solo approfondimenti investigativi. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 74/2000, art. 4

    Riferito come la norma che disciplina il delitto di autoriciclaggio; il GIP ha ordinato l'iscrizione di tale reato nel registro delle notizie di reato sulla base delle risultanze raccolte

  • Codice di procedura penale, art. 335

    Il GIP può disporre l'iscrizione nel registro delle notizie di reato di ulteriori fatti che ritiene emergano dalle indagini; è legittimo ordinare al P.M. di iscrivere ulteriori reati nelle risultanze

  • Codice di procedura penale, art. 409

    Richiamato per spiegare che un decreto di prevenzione emesso dopo l'udienza camerale non avrebbe potuto essere oggetto di contraddittorio in quella sede, ma ciò non ha impedito al GIP di ordinare approfondimenti investigativi al P.M.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. U., n. 4319 del 28/11/2013

    Sez. U., n. 4319/2013 (dep. 2014)

    Richiamata per il principio secondo cui il GIP non può imporre al P.M. di formulare imputazioni diverse da quelle per cui è chiesta l'archiviazione, ma può ordinare l'iscrizione di ulteriori reati nel registro quando emergono dalle indagini

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 2, n. 27716 del 05/06/2003

    Citate le nozioni di abnormità dell'atto processuale sia con riferimento al profilo strutturale che funzionale, come parametro per valutare la illegittimità di atti estremi

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 5, n. 19309 del 17/01/2006 e Sez. 6, n. 8871 del 31/01/2003

    Sez. 5, n. 19309/2006; Sez. 6, n. 8871/2003

    Richiamate per ribadire che il GIP non può svolgere atti di indagine ma può indicare al P.M. acquisizioni ritenute necessarie, spettando al P.M. l'effettuazione degli accertamenti

Massime di principio

  • Non è sempre ammesso un ricorso ordinario contro l'ordinanza di rigetto della richiesta di archiviazione da parte del GIP: verificare preventivamente i rimedi esperibili e i termini processuali.
  • Il GIP può ordinare al P.M. l'iscrizione di ulteriori reati nel registro delle notizie di reato quando emergono dalle risultanze investigative; tale ordine non equivale a una imposizione di esercizio dell'azione penale e non configura di per sé una attività investigativa del giudice.
  • Se documenti o provvedimenti rilevanti (es. decreti di prevenzione) vengono prodotti dopo l'udienza camerale, il GIP può comunque utilizzarne il contenuto per ordinare approfondimenti investigativi al P.M., ma la parte deve sorvegliare l'accesso a tali atti e chiedere tempestivamente l'acquisizione e la possibilità di contraddittorio nelle fasi successive.
  • L'obiezione di 'abnormità strutturale' richiede che l'atto sia talmente estraneo al sistema da porsi al di fuori dell'ordinamento o che determini paralisi del processo; non basta la contestazione formale dell'uso di atti successivi all'udienza se il GIP si limita a disporre indagini ulteriori.
  • In situazioni analoghe è pratico chiedere espressamente al GIP l'indicazione delle acquisizioni ritenute necessarie e ottenere l'annotazione delle richieste investigative, oltre a predisporre la tempestiva richiesta di accesso ai documenti e la tutela dei diritti di difesa nelle fasi successive

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