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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03944/2026 del 30/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano il decreto del 24/06/2025 della Corte d'appello di Reggio Calabria che confermava il decreto di confisca (17/04/2024) di quote sociali e beni ritenuti riconducibili a Iannace Giuseppe anche se formalmente intestati a terzi (Pesce Maria Rosa e Sbaglia Francesco). Le censure principali: inosservanza dei presupposti per la confisca e motivazione apparente; trasformazione indebita della presunzione di fittizia intestazione in presunzione assoluta senza prove concrete; insussistenza o mancanza del nesso temporale e causale tra la presunta pericolosità di Iannace e l'acquisto dei beni; errata valutazione della sproporzione patrimoniale (omessa considerazione di documentazione bancaria e finanziamenti che dimostrerebbero la lecita provenienza della provvista); errata perimetrazione della pericolosità sociale (contestata la retrodatazione e la prolungazione nel tempo senza elementi fattuali); mancata distinzione tra esigenze cautelari e requisiti per la confisca definitiva, specialmente nei confronti dei terzi interessati.

La decisione

La Corte di legittimità ha richiamato il principio secondo cui nel procedimento di prevenzione il ricorso per Cassazione è ammesso solo per violazione di legge (incluso il vizio di motivazione assente o meramente apparente). Esaminando in via preliminare la posizione di Iannace, la Corte ha ritenuto non apparente né mancante la motivazione della Corte d'appello sulla pericolosità (ritenuta nella categoria dell'art. 4 lett. b) d.lgs. 159/2011) e sulla riconducibilità patrimoniale, valorizzando condanne e risultanze del procedimento Handover. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha accolto un vizio di legge relativo alla mancata e specifica motivazione sulla sproporzione con riferimento all'autovettura Audi intestata a Iannace: la difesa aveva documentato che il veicolo era stato acquistato a rate con finanziamento e le rate pagate con accrediti della pensione, deduzione che la Corte d'appello non aveva adeguatamente valutato. Di conseguenza la Cassazione ha annullato il decreto solo in relazione alla confisca dell'autovettura, rinviando alla Corte d'appello per nuovo esame su quel punto. Per il resto i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili o respinti: i gravami di Pesce (indicata anche come Penna/ Penna Vincenza nel decreto), di Sbaglia e le restanti parti del ricorso di Iannace non hanno ottenuto accoglimento, essendo, secondo la Cassazione, la motivazione di merito sufficiente e i rimedi di legittimità ammissibili solo per vizio di legge.

Norme richiamate

  • decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione)

    art. 4 (lett. a e b), art. 10 comma 3, art. 24, art. 27 comma 2

    La norma definisce le categorie di pericolosità sociale (qualificata/specifica) e disciplina la confisca nei procedimenti di prevenzione; la Corte ha applicato l'art. 4 lett. b) per inquadrare Iannace come soggetto con pericolosità specifica e l'art. 24 per fondare la confisca patrimoniale

  • codice di procedura penale

    art. 606 comma 1 lett. b) e lett. e), art. 611 comma 1, art. 125

    Art. 606 disciplina i motivi di ricorso in Cassazione (inclusa la motivazione assente/apparente come vizio denunciabile); art. 611 regola la trattazione orale; art.125 richiamato in relazione agli oneri probatori nei procedimenti di prevenzione

  • legge 27 dicembre 1956, n. 1423

    Richiamata per il principio che nel procedimento di prevenzione il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge

  • sentenze di precedenti Sezioni Unite e di legittimità

    es. Sez. U. n. 33451 del 29/05/2014 (Repaci) e altre indicate nel testo

    Giurisprudenza consolidata indicante i limiti del sindacato in Cassazione sui motivi di merito nei procedimenti di prevenzione e la distinzione tra motivazione meramente illogica e motivazione del tutto assente o apparente

Massime di principio

  • Nel giudizio di prevenzione la Cassazione è limitata al sindacato per violazione di legge; non è ammesso un riesame libero della valutazione di merito salvo motivazione del tutto assente o meramente apparente
  • Per i beni formalmente intestati a terzi la confisca richiede un compendio indiziario qualificato: elementi gravi, precisi e concordanti per dimostrare l'interposizione fittizia e la reale disponibilità del proposto
  • La sproporzione patrimoniale va valutata con analisi concreta e documentale: l'acquisto tramite finanziamento non è di per sé prova di illecito; tuttavia è necessario dimostrare il reale pagamento delle rate e la compatibilità con la capacità reddituale del soggetto
  • La presunzione di disponibilità dei beni basata sulla convivenza può essere superata con prove oggettive e precise di cessazione stabile della convivenza e di autonomia economica del terzo
  • La pericolosità specifica richiede elementi che dimostrino un atteggiamento abituale volto alla produzione di reddito illecito; la mera pendenza di procedimenti non basta se non supportata da fatti che dimostrino una stabile attitudine
  • Il sequestro preventivo e l'apposizione di vincoli possono incidere sul giudizio di attualità della pericolosità e sulla riconducibilità patrimoniale; tuttavia la Corte di merito deve motivare chiaramente la relazione temporale e causale tra condotte illecite e acquisizione dei beni
  • Ai terzi interessati grava un onere difensivo concreto: non è sufficiente allegare l'esistenza di una provvista lecita, ma occorre produrre documentazione e fatti dai quali il giudice possa dedurre la liceità delle somme e la sostenibilità degli esborsi

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