Cassazione Penale, Sentenza n. 210/2022 del 10/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale di Brescia che ha sostituito la misura coercitiva applicando la custodia in carcere per il reato di cui all'art. 270-bis c.p. e deduce violazione degli artt. 275 (commi ibis, 2 e 3) e 274 c.p.p., sostenendo che dopo la condanna in appello il quadro cautelare doveva essere riconsiderato in senso favorevole: il tempo trascorso in carcere, la cittadinanza italiana, i benefici penitenziari potenziali e l'assenza di collegamenti attuali con il contesto terroristico giustificavano misure meno afflittive (arresti domiciliari con braccialetto elettronico). Denuncia altresì errata interpretazione della sentenza della Corte costituzionale n. 191/2020.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che per i reati di cui all'art. 270-bis sussista una presunzione assoluta dell'adeguatezza della custodia in carcere quando sussistono esigenze cautelari ex art. 274 c.p.p., presunzione che opera anche nelle fasi successive all'applicazione originaria della misura e che può essere superata solo da fatti nuovi, specifici e idonei a dimostrare il venire meno delle esigenze cautelari (es. un concreto e provato percorso di distacco dall'associazione terroristica). Il ricorso è stato quindi ritenuto manifestamente infondato; il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende; la Cancelleria è stata incaricata degli adempimenti previsti dall'art. 28 reg. esec. c.p.p.
Norme richiamate
art. 275 cod. proc. pen., comma 3
Prevede la presunzione di adeguatezza della custodia in carcere per talune fattispecie (tra cui, per interpretazione e giurisprudenza, il reato di terrorismo) e la Corte ha interpretato che tale presunzione opera anche nella fase successiva all'applicazione della misura; può essere superata solo da elementi nuovi e specifici che dimostrino il venire meno delle esigenze cautelari
Individua le esigenze cautelari da valutare; la Corte sottolinea che la sussistenza di tali esigenze resta il presupposto per l'applicazione della custodia e che solo la loro cessazione giustifica la revoca della misura
art. 274, comma 1, cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente come base per la rivalutazione del quadro cautelare dopo la pronuncia di condanna; la Corte però precisa che la semplice pronuncia di condanna non è di per sé idonea a superare la presunzione di cui all'art. 275, comma 3, senza fatti nuovi
Norma sulla funzione del Tribunale in appello in materia cautelare, richiamata nel quadro procedurale (ordinanza ex art. 310 adottata dal Tribunale)
Modifiche all'art. 274 c.p.p. citate in motivazione: la giurisprudenza rileva la necessità di valutare l'attualità delle esigenze cautelari anche alla luce di tali modifiche, comunque non sufficienti a eliminare la presunzione per 270-bis senza fatti nuovi
Sentenza Corte costituzionale n. 191 del 2020
Dichiara la conformità costituzionale della presunzione di adeguatezza della custodia in carcere per il reato di partecipazione ad associazione terroristica (art. 270-bis), motivando che l'appartenenza terroristica si fonda su un'adesione ideologica durevole che giustifica la misura più afflittiva salvo prova concreta di distacco
Sez. 1, n. 82 del 10/11/2015 (giurisprudenza di legittimità)
Affermata la regola che la presunzione di adeguatezza della custodia di cui all'art. 275, comma 3, opera anche nelle vicende successive all'adozione della misura e che solo fatti nuovi 'in melius' possono autorizzare la sostituzione
Sez. U, n. 34473 del 19/07/2012
Conferma l'orientamento secondo cui la presunzione di adeguatezza opera non solo al momento dell'adozione originaria della misura ma anche nelle vicende successive relative alla sua permanenza
art. 3, 13 e 27 Cost.
Articoli costituzionali richiamati nella valutazione di legittimità della presunzione (uguaglianza, libertà personale, funzione rieducativa della pena); la Corte costituzionale ha ritenuto compatibile la presunzione per il 270-bis con tali principi, a fronte della gravità e della natura duratura dell'adesione ideologica terroristica
art. 28 reg. esec. cod. proc. pen.
Prescrive adempimenti di cancelleria connessi alla decisione; la Corte ha disposto che la Cancelleria provveda secondo tale norma
Massime di principio
- Per i reati di cui all'art. 270-bis c.p. vige una presunzione rafforzata dell'adeguatezza della custodia in carcere: il giudice può sostituire la misura solo se emergono fatti nuovi, specifici e concreti che dimostrino il reale venire meno delle esigenze cautelari (ad es. un provato percorso di distacco dall'associazione terroristica).
- La sentenza di condanna in appello, il tempo trascorso in carcere, la cittadinanza italiana o la prospettiva di benefici penitenziari, da soli, non sono generalmente sufficienti a giustificare la sostituzione della custodia con misure meno afflittive per i reati di terrorismo.
- Se si intende ottenere la sostituzione della custodia cautelare per reati terroristici occorre produrre elementi nuovi e specifici (evidenze probatorie del distacco, collaborazione concreta, atti formali di rinuncia all'ideologia criminale, cambio stabile di condotta) che incidano sull'attualità delle esigenze cautelari.
- Il giudice ha comunque il dovere di verificare periodicamente la permanenza delle esigenze cautelari e deve revocare la misura qualora risulti accertato il venir meno di tali esigenze; la revoca si basa sulla cessazione delle esigenze e non su una mera diversa valutazione dell'adeguatezza della misura.
- In casi di reati terroristici, argomentazioni generiche o elementi 'neutri' non supportati da fatti nuovi probanti difficilmente superano la presunzione di custodia: le impugnazioni basate su tali argomentazioni rischiano di essere dichiarate inammissibili o manifestamente infondate.
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