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Sentenza

Sentenza n. 8360/2026 - Roma, Sezione 1T

Giustizia amministrativa202604323

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno da motivi di lavoro stagionale a lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento della Prefettura di Roma – Sportello Unico per l’Immigrazione del 26 gennaio 2026, con cui era stata rigettata l’istanza di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato. Il diniego era motivato dalla mancata allegazione della copia del permesso di soggiorno per lavoro stagionale e dalla mancata dimostrazione del possesso di un certificato di idoneità alloggiativa. Il ricorrente ha dedotto l’illegittimità del diniego, producendo in giudizio sia la copia del permesso di soggiorno stagionale sia il certificato di idoneità alloggiativa, ottenuto il 5 marzo 2026, quindi successivamente all’adozione dell’atto impugnato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il provvedimento impugnato. Ha rilevato che dagli atti risultava il possesso della copia del permesso di soggiorno per lavoro stagionale e del certificato di idoneità alloggiativa. Quanto a quest’ultimo documento, il giudice ha ritenuto irrilevante la sua formazione successiva al diniego, condividendo l’indirizzo secondo cui, soprattutto nella materia dell’immigrazione, il giudizio deve tenere conto delle sopravvenienze favorevoli intervenute tra l’adozione dell’atto e la decisione, in quanto il processo amministrativo si è evoluto verso uno scrutinio della fondatezza della pretesa sostanziale e non soltanto della legittimità dell’atto al momento della sua emanazione. La mancata considerazione di tali elementi potrebbe infatti pregiudicare irreversibilmente diritti fondamentali della persona. Le ulteriori censure sono state assorbite. L’annullamento è disposto con salvezza della rinnovazione del potere amministrativo, che dovrà tenere conto dei documenti prodotti. Le spese di lite sono state compensate, considerata la produzione in giudizio del documento determinante successivamente all’adozione dell’atto; è stata posta a carico delle amministrazioni resistenti la rifusione del contributo unificato in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza ex art. 60 cod. proc. amm.

    La controversia è stata definita con sentenza semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.

Massime di principio

  • Nelle controversie in materia di immigrazione, il giudice amministrativo può tenere conto delle sopravvenienze favorevoli intervenute tra l’adozione del provvedimento impugnato e la decisione, quando esse incidono sulla fondatezza della pretesa sostanziale del richiedente.
  • La successiva formazione di un documento determinante non impedisce di considerarlo nel giudizio amministrativo in materia di immigrazione, qualora la sua valutazione sia necessaria per evitare un pregiudizio irreversibile a diritti fondamentali della persona.
  • L’annullamento del diniego fondato sulla mancata disponibilità o produzione di determinati documenti non comporta il riconoscimento automatico del titolo richiesto, ma lascia salva la rinnovazione del potere amministrativo, che deve riesaminare la posizione tenendo conto della documentazione acquisita.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del poterePonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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