Cassazione Penale, Sentenza n. 24285/2023 del 06/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la conferma della condanna per plurimi reati di usura (capi A,B,C,E,F,G,H,I,O) e per un reato di estorsione (capo D), contestando in particolare: 1) l'assenza di prova del suo apporto concreto e del dolo nelle condotte usurarie attribuitele in concorso col marito Moretti Walter (decaduto); 2) la mancata valutazione, o valutazione insufficiente, delle specifiche censure di impugnazione e delle deposizioni delle persone offese relative ai singoli capi; 3) errori e genericità nel calcolo e nella determinazione dei tassi usurari per i singoli episodi (mancanza di indicazioni su somme e termini); 4) l'assenza del dolo nella vicenda "Costantini" e la natura garantistica degli assegni che escluderebbe il dolo; 5) profili di insussistenza o attenuazione del reato di estorsione, e inesistenza dell'aggravante della pluralità di persone; 6) omessa perizia grafologica su documenti ritenuti determinanti (quaderno contabile e agenda); 7) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e vizi nella determinazione degli aumenti di pena in continuazione; 8) indeterminatezza delle statuizioni civili (assenza di quantificazione del profitto e contrasto con la revoca del sequestro).
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso nei termini; ha confermato la responsabilità penale della ricorrente per i reati di usura e per l'estorsione contestati in primo e secondo grado, valorizzando la duplice conformità delle decisioni di merito. La Corte ha richiamato e integrato le risultanze probatorie (intestazione di numerosi conti correnti, possesso e incasso di assegni intestati alle vittime, presenza a incontri con le vittime, protesti, intercettazioni e risultanze di perquisizione) ritenute convergenti nel dimostrare la piena e consapevole partecipazione della ricorrente all'attività usuraria posta in essere dal marito. Sui profili economici la Corte ha confermato il calcolo del Tribunale che ha individuato tassi usurari dal 48% al 79,59% annuo. La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria (perizia grafologica) è stata ritenuta non necessaria alla luce della molteplicità e concretezza degli elementi acquisiti. Quanto alle statuizioni civili, la condanna al risarcimento è stata ritenuta conforme alla constatazione del danno e la liquidazione del danno patrimoniale è rimessa al giudice civile; la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e a rifondere alle parti civili Costantini Valeria, Costantini Fabio e Principi Andrea la somma complessiva di euro 6500,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
Norma richiamata in relazione al bilanciamento di circostanze attenuanti e aggravanti; la Corte ha ritenuto che, pur considerate le attenuanti generiche, prevalgano le aggravanti per l'oggettiva gravità dei fatti, motivando il giudizio comparativo
Richiamato per spiegare l'obbligo di risarcimento alle vittime per il danno determinato dal reato; la Corte ha confermato la responsabilità civile e rimesso la quantificazione del danno al giudice civile
Richiamato in relazione alla determinazione degli aumenti di pena in caso di continuazione; la Corte ha ritenuto congrua la determinazione complessiva della pena operata dal giudice di appello
Massime di principio
- La doppia conferma (sentenza di primo grado e appello conformi) rende più difficile per la Cassazione far valere un vizio di travisamento della prova: occorre dimostrare una macroscopica manifesta evidenza in contrasto con le prove acquisite.
- La partecipazione concreta a reati commessi in concorso può essere desunta da più elementi di contorno convergenti (intestazione e movimentazione di rapporti bancari, possesso/incasso di assegni, presenza a incontri decisivi, intercettazioni, atti di protesto, risultanze di perquisizione) anche se non c'è una prova diretta per ciascun episodio.
- La richiesta di ulteriori accertamenti tecnici (es. perizia grafologica) può essere respinta se i giudici ritengono sufficienti le prove già raccolte e la rinnovazione non appare necessaria per dirimere i punti cruciali del probatorio.
- La determinazione del tasso usurario può essere effettuata sulla base della documentazione e della contabilità raccolta; è necessario però che il giudice motivi adeguatamente il calcolo tendenziale e la superamento della soglia di usura.
- L'estorsione richiede prova della costrizione o della grave pressione economico-sociale subita dalla vittima; atti come il protesto o l'incasso anticipato di titoli possono integrare tale pressione se collegati alle condizioni di svantaggio delle vittime.
- Le statuizioni civili derivano direttamente dalla condanna penale e la quantificazione del danno patrimoniale può essere rimessa al giudice civile per una più accurata determinazione.
- Nel bilanciamento tra aggravanti e attenuanti il giudice di merito ha ampia discrezionalità purché motivi l'esito comparativo con riferimento agli elementi previsti dalla norma.
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