Cassazione Penale, Sentenza n. 24163/2023 del 06/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello che, accogliendo l'appello incidentale del Procuratore Generale, ha escluso le circostanze attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p. riconosciute dal giudice di primo grado per il reato di tentato furto aggravato (ripresa e restituzione della refurtiva avvenuta solo dopo la scoperta). Il ricorso per cassazione lamentava violazione di legge per la mancata concessione delle attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che la decisione di negare le attenuanti generiche costituisca valutazione discrezionale di merito incensurabile in sede di legittimità. Ha ritenuto motivata la valutazione del giudice di merito, che ha valorizzato il disinteresse della imputata al processo e il fatto che la restituzione della refurtiva sia avvenuta solo dopo la scoperta. Per l'inammissibilità, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 62-bis cod. pen.
Le circostanze attenuanti generiche sono devolute alla valutazione discrezionale del giudice di merito; il diniego non richiede l'analitica considerazione di tutti gli elementi favorevoli, essendo sufficiente che il giudice indichi quelli ritenuti decisivi o comunque rilevanti.
Corte Costituzionale, sent. n. 186/2000
Richiamata in relazione alla valutazione della responsabilità per l'inammissibilità: non essendo ravvisata assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, procede la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 3, n. 2233 del 17/06/2021 - dep. 2022, Rv. 282693 - 01; Sez. 3, n. 9836 del 17/11/2015 - dep. 2016, Rv. 266460 - 01)
Confermano il principio che la concessione o il diniego delle attenuanti generiche è apprezzamento di merito e quindi inquadrabile nella discrezionalità del giudice; ai fini del controllo di legittimità è sufficiente il riferimento, nel provvedimento, agli elementi ritenuti determinanti.
Massime di principio
- La concessione o il diniego delle circostanze attenuanti generiche ai sensi dell'art. 62-bis c.p. è una valutazione tipicamente discrezionale del giudice di merito e, salvo vizi logico-giuridici manifesti, è difficilmente sindacabile in Cassazione.
- Per impugnare con successo il diniego delle attenuanti generiche in Cassazione è necessario contestare vizi di motivazione essenziali (contraddittorietà, illogicità manifesta, travisamento degli elementi probatori) o violazioni di diritto, non la semplice diversa valutazione degli elementi di fatto.
- Comportamenti come la restituzione della refurtiva solo dopo la scoperta e un apparente 'disinteresse' o mancata collaborazione nel processo possono essere ritenuti dal giudice elementi ostativi all'applicazione delle attenuanti generiche.
- Se il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile e non si ravvisa assenza di colpa nella causa dell'inammissibilità, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e ad una sanzione pecuniaria (es. somma a favore della cassa delle ammende).
- In fase di difesa, per preservare la possibilità di attenuanti, è utile documentare tempestivamente comportamenti riparatori spontanei e la cooperazione processuale, e assicurarsi che tali elementi siano chiaramente e motivatamente considerati dai giudici di merito.
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