Cassazione Penale, Sentenza n. 36298/2022 del 26/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di sequestro preventivo (art. 321 cod. proc. pen.) relativa a somme/veicoli ritenuti profitto di autoriciclaggio. La ricorrente, acquirente di buona fede di una vettura oggetto della vicenda, deduceva violazione di legge (art. 325 cod. proc. pen. in relazione agli artt. 125 e 321 cod. proc. pen.) per motivazione apparente/assente: sosteneva il proprio diritto di terzo di buona fede sulla base di atto di acquisto regolarmente trascritto e che il bene non potesse agevolare la commissione/protrazione di altri reati.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché generico e manifestamente infondato. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito motivazione logica, chiara e persuasiva sulla sussistenza del "fumus commissi delicti" nei confronti di Spiaggia Alessio e sulla natura dell'acquisto della ricorrente quale vendita a non domino; ha precisato che la trascrizione al PRA non è risolutiva e che la proprietà per l'acquirente a non domino si ottiene solo per usucapione (possesso ininterrotto e trascrizione per tre anni). Confermato quindi il mantenimento del sequestro; la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a una ammenda di euro 3.000 ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
Norma sul sequestro preventivo delle somme costituenti ingiusto profitto: applicata per sequestrare il valore ricavato da veicoli acquisiti illecitamente e rivenduti; il tribunale ha ritenuto sussistente il presupposto del profitto illecito.
Limita il sindacato della Corte di Cassazione sulle ordinanze del riesame alla sola verifica di violazione di legge; la Corte ha richiamato che l'annullamento è possibile solo in caso di assoluta mancanza di motivazione o motivazione meramente apparente.
Richiamato nella dedotta violazione di legge dalla ricorrente (riguarda principi generali sul provvedimento limitativo), ma la Corte ha ritenuto che la motivazione non fosse carente né apparente.
Prevede condanna alle spese e la possibilità di ammenda per ricorso inammissibile colpevole: applicata per irrogare alla ricorrente la somma di euro 3.000 a titolo di ammenda e il pagamento delle spese.
Richiamato in relazione alla requisitoria scritta del Procuratore Generale; utilizzato per disciplinare le conclusioni del pubblico ministero nel procedimento.
Massime di principio
- Il sindacato della Cassazione sulle ordinanze del riesame riguarda solo la violazione di legge: è annullabile solo la mancanza assoluta di motivazione o la motivazione meramente apparente.
- Nel sequestro preventivo di beni/profitti collegati a reato è sufficiente la sussistenza del "fumus commissi delicti" (astratta sussumibilità del fatto in una fattispecie delittuosa) supportata da concreti elementi indiziari; il giudice del riesame deve indicare, anche sinteticamente, le ragioni che rendono sostenibile l'impostazione accusatoria, senza sindacare la fondatezza dell'accusa.
- L'acquisto da non domino non garantisce immediatamente la proprietà dell'acquirente: la trascrizione nei registri pubblici non è per sé risolutiva contro il vero proprietario; la proprietà può derivare solo da acquisto a titolo originario (es. usucapione) con i requisiti di legge.
- La buona fede dell'acquirente non è automaticamente protettiva quando il bene proviene da illecita attività: occorre valutare la natura dell'acquisto, la sua legittimità e la possibilità di acquisire la proprietà secondo le regole civili (es. usucapione).
- Le impugnazioni in cassazione devono essere specifiche e motivatamente fondate: ricorsi generici o che non individuano concretamente la violazione di legge sono dichiarati inammissibili e possono comportare condanne per spese e ammende.
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