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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38792/2022 del 13/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della responsabilità per i reati di tentata estorsione (capi A e D) e tentata rapina (capo B) sostenendo: assenza dell'elemento materiale e della minaccia/violenza nei confronti delle persone offese (Genova e Gallo), errore di qualificazione (dovuto trattarsi al più di tentativo di furto), mancanza di idoneità e univocità degli atti a costituire tentativo, omissione di valutazione del recesso o della desistenza e mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p.; inoltre censura il trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto la valutazione della prova testimoniale (delle persone offese) una questione di fatto adeguatamente motivata dai giudici di merito e non sindacabile in cassazione. Ha confermato, nei termini sostanziali, la ricostruzione che attribuisce al ricorrente minacce, uno schiaffo e un colpo alla mano nei confronti di Genova e uno spintone verso Gallo, circostanze idonee a configurare i reati contestati in tentativo; ha escluso la desistenza o il recesso viste le scuse intervenute dopo il compimento degli atti. Ha dichiarato non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti dei reati di danneggiamento e violenza privata (capi C ed E). Ha ritenuto inammissibile il motivo relativo all'art. 131-bis (non applicabile al tentativo di estorsione con pena massima superiore a cinque anni) e ha giudicato generiche le censure sul trattamento sanzionatorio, confermando che la pena inflitta era prossima al minimo edittale. Per effetto dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    non applicabile al tentativo di estorsione quando la pena massima supera i cinque anni

    la Corte ha ritenuto che la norma non sia applicabile al tentativo di estorsione in esame perché la pena massima prevista supera il limite di cinque anni, escludendo così la concessione del beneficio

  • art. 125, comma 3, cod. pen.

    obbligo motivazionale nella determinazione della pena

    la Corte ha affermato che, quando la pena assegnata non si discosta eccessivamente dai minimi edittali, la motivazione è adeguata anche se espressa con frasi generiche come 'pena congrua' o richiamo alla gravità del reato

  • norme sulla prescrizione

    la Corte ha applicato il principio per cui, quando è intervenuta la prescrizione, si dichiara non doversi procedere rispetto ai reati interessati (capi C ed E)

Massime di principio

  • La valutazione della credibilità della testimonianza della persona offesa è materia di fatto: la Cassazione la sindaca solo in presenza di manifeste contraddizioni o di ragionamenti meramente congetturali.
  • Atti di violenza fisica anche di lieve entità (es. schiaffo, colpo alla mano, spintone) possono integrare la violenza o la minaccia necessarie per configurare tentata estorsione o tentata rapina se posti in relazione a un intento di costringere la vittima a consegnare denaro o beni.
  • La modesta entità della somma richiesta non esclude il reato di estorsione: rileva l'idoneità dell'atto e la direzione dell'azione verso un profitto economico mediante minaccia o violenza.
  • Le scuse o riparazioni fatte dopo che l'atto delittuoso si è esaurito non configurano desistenza o recesso: per la tenuità del recesso è necessario che l'autore abbia volontariamente impedito il compimento del reato prima del suo esito.
  • L'art. 131-bis c.p. non è applicabile quando la pena massima del reato tentato supera cinque anni; la sua applicabilità va verificata rispetto al tipo di reato e alla pena astratta prevista.
  • Nella determinazione della pena, se la pena inflitta è prossima al minimo edittale, la Cassazione ammette espressioni generiche nella motivazione purché il giudice abbia dato conto della congruità della quantificazione.

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