Cassazione Penale, Sentenza n. 50339/2023 del 18/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte (Cassazione) ha rilevato che il reato è estinto per remissione di querela, poiché la persona offesa ha dichiarato di voler rimettere la querela il 24/03/2023 e l'imputato ha accettato la remissione nella stessa data. Per tale motivo ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Ha inoltre condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza del 14/03/2023 della Corte d'Appello di Firenze che aveva parzialmente riformato la sentenza del Tribunale di Prato (del 5/10/2021) escludendo la circostanza aggravante dei futili motivi e rideterminando la pena per il reato di lesioni personali pluriaggravate
Norme richiamate
art. 340, comma 4, cod. proc. pen.
La norma è stata applicata per disporre che le spese processuali siano poste a carico del querelato in conseguenza dell'estinzione del reato per remissione di querela
Massime di principio
- La remissione di querela, se effettuata dalla persona offesa e accettata dall'imputato, estingue il reato e determina la cessazione del processo penale rispetto al fatto estinto
- Quando il reato si estingue per remissione di querela anche dopo decisioni di merito, la Corte di legittimità può annullare la sentenza impugnata senza rinvio per sopravvenuta estinzione del reato
- L'accertamento dell'estinzione per remissione comporta comunque la valutazione delle questioni processuali pregresse, ma rende inidonee a proseguire le pronunce di condanna sostanziali
- In presenza di remissione di querela il giudice può fare applicazione dell'art. 340, comma 4, c.p.p. per l'attribuzione delle spese processuali, ponendole a carico del querelato
- In casi simili è importante verificare la validità formale ed effettiva della remissione (data, dichiarazione della persona offesa e accettazione dell'imputato) per valutarne l'efficacia estintiva
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