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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6900/2022 del 25/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Neagoe impugnava la sentenza della Corte di appello di Torino che aveva accolto la domanda di estradizione formulata dal Liechtenstein per reati di furto, alienazione di strumenti di pagamento non in contanti, riciclaggio e sottrazione di atti. Il ricorrente deduceva: (1) violazione di legge e vizio di motivazione per avere la Corte di appello escluso rilievo al suo stabile radicamento in Italia e della sua famiglia, lamentando una disparita' di trattamento rispetto al mandato d'arresto europeo; (2) violazione di legge e vizio di motivazione quanto alla sussistenza di gravi indizi, sostenendo la carenza probatoria (assenza di fotogrammi probanti e dichiarazioni dei correi) e l'inutilizzabilita' della dichiarazione confessoria resa in sede di convalida dell'arresto per presunta applicazione erronea della legge n.69 del 22/4/2005.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondato il primo motivo ricordando la giurisprudenza che attribuisce al giudice d'appello il controllo sulla legale possibilita' di estradizione mentre la valutazione di opportunita' (es. stabile radicamento in Italia) appartiene al Ministro della giustizia; ha inoltre escluso l'esistenza di elementi di novita' tali da richiedere una diversa valutazione costituzionale. Quanto al secondo motivo, la Corte ha confermato che la valutazione ai sensi della Convenzione europea richiede una sommaria delibazione della documentazione e che non e' necessario che siano trasmessi tutti gli atti d'indagine; ha ritenuto la documentazione e la confessione di Neagoe idonee a fondare la domanda di estradizione e ha giudicato infondata l'eccezione di inutilizzabilita' delle dichiarazioni. Il ricorrente e' stato condannato alle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Convenzione europea di estradizione

    La Corte ha richiamato il regime di consegna della Convenzione: il giudice italiano compie una sommaria delibazione della documentazione per verificare se essa evoca, nel sistema processuale dello Stato richiedente, elementi a carico dell'estradando

  • Decreto-legge n.137/2020

    art. 23, comma 8, d.l. n.137 del 2020

    Richiamato per giustificare il trattamento cartolare del procedimento (procedimento in forma cartolare)

  • Decreto-legge n.105/2021

    art. 7, d.l. 23 luglio 2021, n.105

    Richiamato insieme al d.l. n.137/2020 per il procedimento trattato in forma cartolare

  • Sentenza Sez.6, n.8823

    08/01/2020, Merkazjai, Rv. 278616

    Confermato il principio che la corte d'appello valuta la legale possibilita' dell'estradizione mentre l'opportunita' in caso di radicamento rimane di competenza del Ministro della Giustizia

  • Corte costituzionale

    n.274 del 2011 e n.10 del 2012

    Le pronunce hanno ritenuto non fondata la questione di illegittimita' costituzionale della disciplina estradizionale rispetto a quella del mandato di arresto europeo; la Corte di cassazione ha ritenuto che tali decisioni non sono state superate

  • Sentenza Sez.6, n.9758

    30/01/2014, Bulgaru, Rv. 258810

    Principio secondo cui la documentazione allegata alla domanda di estradizione deve essere sommariamente valutata per accertare la sua idoneita' a evocare elementi a carico dell'estradando

  • Sentenza Sez.6, n.28822

    28/06/2016, Diuligher, Rv. 268108

    Conferma che non e' necessario allegare tutti gli atti d'indagine: e' sufficiente una relazione sui fatti che consenta di verificare l'assenza di condizioni ostative per l'estradizione

  • Legge n.69

    La difesa ha sostenuto la non applicabilita' della legge al caso; la Corte ha ritenuto infondata la tesi sull'inutilizzabilita' delle dichiarazioni resesi in sede di convalida, escludendo la violazione di divieti di legge

  • Codice di procedura penale

    art. 203 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in ordine agli adempimenti di cancelleria conseguenti alla decisione

Massime di principio

  • Il giudice nazionale che valuta una domanda di estradizione ex Convenzione europea effettua una sommaria delibazione della documentazione per verificare la sussistenza di elementi a carico; non e' richiesto l'allegato di tutti gli atti d'indagine
  • La valutazione dello stabile radicamento dell'estradando e, piu' in generale, l'opportunita' politica/amministrativa della consegna e' materia riservata al Ministro della Giustizia, non al giudice che decide sulla legale possibilita' di estradizione
  • Esiste una differenza normativa e di tutela tra il regime dell'estradizione e quello del mandato d'arresto europeo: il diverso trattamento del radicamento non e' ritenuto incostituzionale alla luce della giurisprudenza prevalente
  • Le dichiarazioni confessionali rese dall'estradando possono essere utilizzate nella valutazione preliminare dell'idoneita' della documentazione, salvo che sia dimostrata una specifica violazione normativa o illegittimita' che ne renda lecitamente inutilizzabili le dichiarazioni
  • Per impugnare efficacemente una pronuncia di accoglimento dell'estradizione occorre non solo invocare motivi di opportunita' ma dimostrare vizi giuridici rilevanti nella valutazione della legale possibilita' della consegna; questioni di merito politico/amministrativo saranno esaminate dal Ministro
  • In caso di rifiuto o inammissibilita' del ricorso, il ricorrente puo' essere condannato alle spese processuali e a somme a favore della Cassa delle ammende

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