Ordinanza n. 1450/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento del DM di diniego della cittadinanza italiana, emesso il 9 settembre 2020 e notificato in data 24 dicembre 2020, e di qualsivoglia ulteriore atto o provvedimento connesso per presupposizione e/o pregiudizialità K10/-OMISSIS-
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto ministeriale di diniego della cittadinanza italiana, emesso il 9 settembre 2020 e notificato il 24 dicembre 2020
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego della cittadinanza italiana e gli atti connessi. Nell'ambito della calendarizzazione della causa nelle udienze di smaltimento dell'arretrato, il TAR ha rilevato la necessità di verificare la persistente attualità dell'interesse a ricorrere, la completezza dell'istruzione e la conformità degli atti alle regole del processo amministrativo telematico. Il fascicolo del procedimento amministrativo conclusosi con l'atto impugnato non risultava depositato; pertanto, il giudice ha disposto specifici incombenti istruttori, onerando entrambe le parti di fornire chiarimenti sulla persistenza dell'interesse e di segnalare eventuali circostanze idonee a definire il giudizio con una pronuncia in rito. Alla pubblica amministrazione è stato inoltre ordinato di depositare il fascicolo del procedimento ai sensi dell'art. 65, comma 3, c.p.a.
La decisione
Il TAR non ha definito il merito della controversia né ha deciso sull'illegittimità del diniego di cittadinanza. Ha disposto incombenti istruttori a carico di entrambe le parti, assegnando il termine di 30 giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza per chiarire l'effettiva persistenza dell'interesse a ricorrere e depositare eventuale documentazione rilevante. Ha ordinato alla pubblica amministrazione di depositare il fascicolo del procedimento amministrativo conclusosi con l'atto impugnato, ai sensi dell'art. 65, comma 3, c.p.a. La causa sarà eventualmente calendarizzata con priorità nelle successive udienze di smaltimento se matura per la decisione. È stato disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
Norme richiamate
Richiamato nel contesto degli adempimenti processuali richiesti alle parti.
Consente al giudice di disporre l'acquisizione di documenti e informazioni necessari ai fini della decisione; sulla base di tale disposizione è stato ordinato alla pubblica amministrazione il deposito del fascicolo del procedimento amministrativo.
Richiamato quale disposizione che limita il rinvio della trattazione, salvo eccezionali motivi, nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato.
Richiamato insieme all'art. 72-bis c.p.a. in relazione al divieto di rinvio della trattazione, salvo eccezionali motivi.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati in relazione alla tutela dei dati personali e all'oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nelle cause destinate alle udienze di smaltimento dell'arretrato, il giudice può onerare le parti di chiarire la persistenza dell'interesse a ricorrere e di segnalare eventuali sopravvenienze idonee a determinare una definizione in rito.
- Quando il fascicolo del procedimento amministrativo non è agli atti e risulta necessario per la decisione, il giudice può ordinare alla pubblica amministrazione di depositarlo ai sensi dell'art. 65, comma 3, c.p.a.
- La calendarizzazione prioritaria di una causa nelle udienze di smaltimento presuppone, tra l'altro, la persistenza dell'interesse a ricorrere, la compiuta istruzione e la conformità degli atti alle regole del processo amministrativo telematico.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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