Ordinanza n. 1453/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento del DM di diniego di riconoscimento della cittadinanza italiana
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto ministeriale di diniego del riconoscimento della cittadinanza italiana
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale con cui gli è stato negato il riconoscimento della cittadinanza italiana. Il testo dell'ordinanza non espone i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Il giudice, rilevato che la causa rientra tra quelle potenzialmente definibili nelle udienze di smaltimento dell'arretrato, ha ritenuto necessario verificare la persistenza dell'interesse a ricorrere, la completezza dell'istruzione e la conformità degli atti alle regole del processo amministrativo telematico. Ha inoltre rilevato che non era stato depositato il fascicolo del procedimento amministrativo conclusosi con l'atto impugnato.
La decisione
Il TAR non ha definito il merito né il rito del giudizio. Ha disposto incombenti istruttori a carico di entrambe le parti, assegnando loro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza per fornire chiarimenti sull'effettiva persistenza dell'interesse a ricorrere e per depositare eventuale documentazione rilevante. Ha ordinato all'amministrazione, ai sensi dell'art. 65, comma 3, c.p.a., di depositare il fascicolo del procedimento amministrativo relativo al diniego impugnato. Le cause mature per la decisione saranno calendarizzate prioritariamente nelle successive udienze di smaltimento dell'arretrato. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
Norme richiamate
art. 46, comma 2, c.p.a.
Richiamato quale fondamento processuale nell'ambito della gestione della trattazione della causa.
art. 65, comma 3, c.p.a.
Utilizzato per ordinare alla pubblica amministrazione il deposito del fascicolo del procedimento amministrativo conclusosi con l'atto impugnato.
art. 72-bis c.p.a.
Richiamato in relazione al divieto di rinvio della trattazione, salvo eccezionali motivi.
art. 73, comma 1-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione al divieto di rinvio della trattazione, salvo eccezionali motivi.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati a sostegno della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando una causa è destinata alle udienze di smaltimento dell'arretrato, il giudice può subordinare la calendarizzazione e la decisione alla verifica della persistenza dell'interesse a ricorrere, della compiuta istruzione e della conformità degli atti alle regole del processo amministrativo telematico.
- Ai sensi dell'art. 65, comma 3, c.p.a., il giudice amministrativo può ordinare alla pubblica amministrazione il deposito del fascicolo del procedimento conclusosi con l'atto impugnato quando tale documentazione non risulta acquisita agli atti del giudizio.
- Prima della definizione della causa, il giudice può onerare entrambe le parti di chiarire se permanga l'interesse alla decisione, prospettando l'eventuale definizione del giudizio con una pronuncia in rito qualora l'interesse sia venuto meno.
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