Cassazione Penale, Sentenza n. 31636/2022 del 24/08/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del 25/11/2021 del Tribunale di Sorveglianza di Roma che ha rigettato il reclamo contro la proroga del regime detentivo differenziato (art. 41-bis ord. pen.). Il ricorrente contestava la legittimità costituzionale della disciplina 41-bis (violazione artt. 13 e 24 Cost.), la natura punitiva e sproporzionata del regime, la violazione del principio del giudice naturale e la carenza di prova dell'attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata; inoltre ha dedotto carenze istruttorie e difetti motivazionali, richiamando lo stato di lunga detenzione, la buona condotta e le condizioni economiche familiari
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto manifestamente infondate le censure di incostituzionalità richiamando la giurisprudenza consolidata; ha valutato congruamente i dati processuali (ruolo di vertice del ricorrente nella famiglia mafiosa di Altarello, assenza di elementi di dissociazione, modalità relazionale polemica, confisca di beni e vitalità del gruppo criminale) e ha escluso che il mero decorso del tempo, la partecipazione trattamentale o il disagio economico familiare siano prove sufficienti dell'attenuazione della pericolosità. Ha inoltre ricordato che in tema di 41-bis la Cassazione può sindacare in sede di ricorso solo la violazione di legge e che i difetti di motivazione rilevano solo se la motivazione è del tutto insufficiente o assente. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000
Norme richiamate
art. 41-bis ord. pen. (legge 26 luglio 1975, n. 354)
Disciplina il regime detentivo differenziato per detenuti pericolosi; la Corte riconosce la legittimità costituzionale della disciplina e ne ammette l'applicazione/ proroga quando sussistono elementi che rendono attuale il pericolo di collegamenti con organizzazioni criminali
art. 13 Cost.
Richiamato dal ricorrente per sostenere che provvedimenti incidenti sulla libertà personale non possono essere adottati dall'Autorità ministeriale; la Corte ha ritenuto la censura manifestamente infondata in ragione della giurisprudenza costituzionale e di legittimità
art. 24 Cost.
Invocato dal ricorrente con riferimento al principio del contraddittorio e della formazione della prova davanti a un giudice terzo; la Corte ha ritenuto la questione già affrontata e superata dalla giurisprudenza
Principio del giudice naturale precostituito per legge
Il ricorrente ha censurato la centralizzazione delle decisioni a Roma; però la giurisprudenza consolidata non ha accolto tali censure quali idonee a dichiarare l'incostituzionalità della procedura
Cass. Sez. 1, n. 48494 del 09/11/2004, Rv. 230303
Sez. 1, n. 48494 del 09/11/2004, Rv. 230303
Giurisprudenza di legittimità secondo la quale, nel contesto del 41-bis, i difetti di motivazione giustificano la cassazione solo se la motivazione è assente o del tutto inidonea a rendere comprensibile il percorso argomentativo
Cass. Sez. 1, n. 32337 del 03/07/2019, Rv. 276720
Sez. 1, n. 32337 del 03/07/2019, Rv. 276720
Principio secondo cui l'accoglimento del ricorso avverso la proroga del 41-bis richiede elementi specifici e concreti indicativi della sopravvenuta carenza di pericolosità sociale; il mero trascorrere del tempo o generiche affermazioni trattamentali non sono sufficienti
Massime di principio
- Le censure generiche di incostituzionalità dell'art. 41-bis sono difficilmente accolte: la giurisprudenza costituzionale e di legittimità le considera manifestamente infondate se non supportate da argomentazioni nuove e specifiche
- In materia di proroga/applicazione del 41-bis il giudicato di merito deve indicare elementi concreti sull'attualità della pericolosità; per impugnare validamente occorre produrre elementi oggettivi che dimostrino la sopravvenuta carenza di collegamenti con l'organizzazione
- La Corte di Cassazione, in sede di ricorso contro provvedimenti 41-bis, sindaca primariamente violazioni di legge; i difetti di motivazione sono rilevanti solo se la motivazione è del tutto assente o manifestamente inidonea
- Elementi quali il mero decorso del tempo, la partecipazione a programmi trattamentali o il disagio economico familiare hanno valore limitato se non corroborati da riscontri concreti sull'effettiva dissociazione dall'organizzazione criminale
- Per ottenere successo in situazioni analoghe è necessario documentare in modo specifico e probatorio il cambiamento di atteggiamento, la dissociazione reale e stabile dalle logiche associative o l'assenza di qualsiasi contatto operativo con il gruppo criminale
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