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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31583/2022 del 24/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma in appello della condanna per omicidio volontario commesso il 22/09/2018 a Perugia. Il ricorrente deduceva: errata esclusione della legittima difesa (reale e putativa) e dell'eccesso colposo (art. 52 e 55 c.p.), travisamento delle prove e errata qualificazione del fatto (richiesta riqualificazione in omicidio preterintenzionale, art. 584 c.p.), mancato riconoscimento dell'attenuante della provocazione (art. 62, comma 2 c.p.) e vizio nella valutazione delle circostanze attenuanti generiche e della recidiva (artt. 62-bis e 99 c.p.). Il ricorrente contestava inoltre la motivazione che avrebbe dato eccessivo rilievo alla testimonianza o non avrebbe considerato la simultaneita dell'aggressione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le valutazioni di merito fossero congrue: la ricostruzione fattuale accolta in entrambi i gradi (accettazione della sfida, Zouaoui sceso in strada già armato, attesa temporalmente separata fra il tentativo con la bottiglia e la coltellata, carattere intenzionale e micidiale del colpo al torace) escludevano la legittima difesa reale o putativa e l'eccesso colposo. La qualificazione come omicidio volontario è stata confermata sulla base della potenza offensiva dell'arma, del distretto corporeo colpito, della profondita della ferita e della frase rivolta alla vittima dopo il fatto. L'attenuante della provocazione e una piu favorevole valutazione delle attenuanti generiche sono state correttamente escluse o limitate in ragione della gravita del fatto e della personalita del reo. Conseguenze processuali: inammissibilita del ricorso, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende e condanna alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili.

Norme richiamate

  • art. 52 cod. pen.

    Norma sulla legittima difesa: la Corte ha ritenuto che i presupposti della scriminante (pericolo attuale, impossibilita di allontanarsi e proporzione della reazione) non sussistessero, viste l'accettazione della sfida e la possibilita di evitamento.

  • art. 55 cod. pen.

    Disciplina dell'eccesso colposo nell'esercizio della legittima difesa: la Corte ha escluso l'eccesso colposo in quanto non era concretamente configurabile la scriminante principale cui si sarebbe ecceduto, pertanto non poteva ritenersi un mero errore colposo nella valutazione della proporzione.

  • art. 584 cod. pen.

    Riferimento alla fattispecie della preterintenzione: la Corte ha ritenuto manifestamente infondata la richiesta di riqualificazione in omicidio preterintenzionale, avendo i giudici di merito riscontrato elementi di dolo specifico volti a integrare l'omicidio volontario.

  • art. 62, comma 2 cod. pen.

    Regime dell'attenuante della provocazione: la Corte ha affermato che l'attenuante non ricorreva, sia per l'accettazione della sfida da parte dell'imputato, sia per l'evidente sproporzione e il nesso causale non configurabile in termini favorevoli all'attenuante.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Regole sulle attenuanti e la loro valutazione comparativa: la Corte ha ritenuto legittima la valutazione di merito che ha bilanciato le attenuanti generiche con la recidiva, negando un piu favorevole trattamento.

  • art. 99 cod. pen.

    Criteri di determinazione della pena e valutazione delle circostanze: utilizzata per giustificare la congruita della dose sanzionatoria e il confronto tra attenuanti e recidiva operato dai giudici di merito.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Norme sul motivo di ricorso per cassazione: la Corte ha esaminato i motivi indicati (traviiamento della prova, vizio di motivazione) e li ha ritenuti infondati o non idonei a disarticolare il ragionamento probatorio.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Conseguenze dell'inammissibilita del ricorso: applicata la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

  • art. 23 d.l. n. 137 del 2020

    rassegnate ai sensi dell'art. 23 d.l. n. 137 del 2020 e successive modificazioni

    Riferimento procedurale alla modalita di presentazione delle conclusioni del Pubblico Ministero nella fase di impugnazione in Cassazione.

Massime di principio

  • La legittima difesa richiede pericolo attuale, impossibilita ragionevole di sottrarsi e proporzione della reazione: la semplice paura o reazione emotiva non basta.
  • La legittima difesa putativa e l'eccesso colposo sono considerate solo se esiste una situazione obiettiva o un errore scusabile nell'apprezzamento del pericolo; se manca la scriminante principale, non si puo dedurre un successivo eccesso colposo.
  • L'aver accettato una 'sfida' o essersi portati volontariamente in una situazione di confronto e l'essere armati prima dell'evento indeboliscono significativamente la tesi difensiva fondata sulla necessità di difesa.
  • La valutazione della sussistenza di dolo omicidiario si fonda su elementi oggettivi come tipo di arma, distretto corporeo colpito, profondita e forza della ferita e dichiarazioni post factum dell'agente; tali elementi possono escludere la preterintenzione.
  • L'attenuante della provocazione richiede un nesso causale e una risposta non evidentemente sproporzionata; l'accettazione della sfida esclude normalmente l'attenuante.
  • In Cassazione il sindacato sulla valutazione probatoria di merito e discrezionale e limitato: va dimostrato un travisamento della prova idoneo a disarticolare l'intero percorso motivazionale per ottenere accoglimento.
  • In situazioni similari e in fase difensiva e' importante documentare la contemporaneita e l'immediatezza dell'aggressione, impossibilita di allontanarsi e ragionevolezza dell'errore (se rilevante), nonche' fornire elementi contrastanti sulla volontarieta o sulla pericolosita della reazione.

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