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Ordinanza

Ordinanza n. 830/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) n. 762/2026, resa tra le parti,

Giustizia amministrativa202601247

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Lazio, Sez. II, di rigetto della domanda cautelare proposta contro gli atti ostativi all'apertura dell'esercizio commerciale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa ha proposto appello cautelare ai sensi dell'art. 62 c.p.a. contro l'ordinanza del TAR Lazio che aveva respinto la domanda cautelare. Dal testo non emergono i singoli motivi di censura dell'appello né l'atto amministrativo sostanziale oggetto del ricorso di primo grado; risulta soltanto che la controversia riguarda l'interesse dell'impresa all'apertura di un esercizio commerciale nel centro storico di Roma e il contrapposto interesse pubblico alla tutela del centro storico, del patrimonio artistico e monumentale e della fruizione della zona.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare, confermando in sostanza il rigetto della tutela cautelare pronunciato dal TAR. Quanto al periculum in mora, ha ritenuto che l'interesse dell'impresa all'apertura dell'esercizio commerciale abbia natura pretensiva e sia recessivo rispetto all'interesse pubblico alla tutela del centro storico. Tale interesse pubblico mira a contemperare le esigenze commerciali con la salvaguardia del patrimonio artistico-monumentale e con la fruizione della zona. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base processuale dell'appello cautelare; l'appello è stato respinto.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, l'interesse pretensivo all'apertura di un esercizio commerciale può risultare recessivo rispetto all'interesse pubblico alla tutela di un centro storico, quando quest'ultimo sia diretto a salvaguardare il patrimonio artistico-monumentale e la fruizione della zona.
  • Nel bilanciamento cautelare, la tutela dell'interesse pubblico alla conservazione e alla fruizione del patrimonio storico-artistico può prevalere sulle esigenze economiche del privato relative all'avvio dell'attività commerciale.

Come è indicizzato

MaterieCommercio e grandi strutture di venditaVincoli e piani paesaggisticiTutela cautelare
RamiCommercio e attività produttiveBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePonderazione degli interessi e interesse pubblicoProporzionalità e ragionevolezza

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