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Ordinanza

Ordinanza n. 966/2026 - Roma, Sezione 5

per l'accertamento e declaratoria della responsabilità della resistente Amministrazione per i danni subiti e subendi per la durata non ragionevole della procedura concorsuale interna indetta con P.D.G. del 3 aprile 2008, pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 11 del 15 giugno 2008, ed in violazione delle norme sulla durata delle procedure medesime, nonchè di quelle di conclusione del procedimento amministrativo e dal conseguente ingiustificato ritardo nell’immissione in ruolo per i posti di Vice Ispettore del Corpo di Polizia Penitenziaria; nonché, per la condanna della stessa Amministrazione al pagamento, a titolo di risarcimento del danno ingiusto, per equivalente o in via equitativa, ex art. 2043 c.c., della somma pari alle differenze retributive e contributive tra la qualifica di appartenenza e quella, successivamente conseguita, che ciascun ricorrente avrebbe percepito se la procedura concorsuale fosse stata conclusa nei termini di legge (gennaio 2011), o dalla diversa data individuata da codesto Ecc.mo TAR, per effetto del ritardo con cui è stato immesso nella nuova posizione lavorativa, ovvero alla somma maggiore o minore ritenuta di Giustizia, con rivalutazione monetaria e/o interessi.

Giustizia amministrativa202409765

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. VOrdinanza istruttoriaAzione risarcitoria

Atto impugnato: ritardo nella conclusione della procedura concorsuale interna e nella conseguente immissione nel ruolo di vice ispettore

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

I ricorrenti hanno chiesto l'accertamento della responsabilità del Ministero della Giustizia per la durata ritenuta non ragionevole della procedura concorsuale interna indetta con provvedimento del 3 aprile 2008 e per la violazione delle norme sulla durata delle procedure concorsuali e sulla conclusione del procedimento amministrativo. Hanno dedotto che il ritardo nell'immissione nel ruolo di vice ispettore avrebbe determinato danni patrimoniali, consistenti nelle differenze retributive e contributive tra la qualifica di appartenenza e quella successivamente conseguita, oltre a rivalutazione monetaria e interessi. È stata chiesta la condanna dell'Amministrazione al risarcimento, per equivalente o in via equitativa, ai sensi dell'art. 2043 c.c., assumendo quale termine di conclusione quello del gennaio 2011 o altra data ritenuta congrua dal giudice.

La decisione

Il TAR non ha definito la domanda risarcitoria nel merito. Ritenendo necessari ulteriori elementi per la decisione, ha disposto che il Ministero della Giustizia depositi una specifica relazione sui fatti di causa, con particolare riguardo allo sviluppo temporale della procedura concorsuale e alle eventuali circostanze che ne abbiano determinato il prolungamento. L'incombente istruttorio deve essere eseguito entro sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza. Il giudizio è stato rinviato all'udienza del 15 aprile 2026.

Norme richiamate

  • art. 2043 c.c.

    Norma richiamata dai ricorrenti quale fondamento della domanda di risarcimento del danno ingiusto; l'ordinanza istruttoria non ne accerta l'applicabilità né la responsabilità dell'Amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processualeDanno da ritardo
RamiProcesso amministrativoResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoTermini del procedimento

Testo integrale

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