Cassazione Penale, Sentenza n. 47112/2023 del 23/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Morleo impugna l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il riesame avverso il sequestro conservativo di un immobile formalmente intestato alla figlia. Sostiene che, pur non essendo formalmente proprietario, ha interesse concreto e attuale al riesame perché potrebbe subire un danno economico o morale (nonché l'obbligo a risarcire terzi in buona fede) se il bene venisse definitivamente spogliato a favore del terzo acquirente; cita orientamenti di legittimità che ammetterebbero l'interesse anche per chi non è titolare formale del bene quando ricorrono pregiudizi effettivi.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. Il Collegio ha ritenuto che l'art. 318 cod. proc. pen. richiede che l'interesse all'impugnazione emerga concretamente dalla richiesta: nel caso di specie il ricorrente ha ammesso che la titolarità e la disponibilità del bene sono della figlia e non ha prospettato una relazione concreta che lo legittimi a chiedere la restituzione. Di conseguenza l'istanza di riesame era priva di interesse e correttamente dichiarata inammissibile. Condanna alle spese processuali e obbligo di versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
Attribuisce il riesame per il sequestro conservativo a "chiunque vi abbia interesse"; il Collegio interpreta la norma nel senso che l'interesse deve risultare concretamente dalla formulazione del ricorso e dalla prospettazione dell'interessato
Richiamato per differenziare l'ambito di legittimazione nel sequestro preventivo (elenca soggetti legittimati come imputato, difensore, chi ha subito il sequestro e chi avrebbe diritto alla restituzione) rispetto al sequestro conservativo disciplinato dall'art. 318
artt. 538 comma 4 e 591 comma 1 lett. a cod. proc. pen.
Richiamati come principi generali sull'interesse all'impugnazione: anche nel contesto cautelare reale il requisito dell'interesse deve essere concreto e dedotto nel ricorso
Applicato per la condanna alle spese e per l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende a seguito della dichiarazione di inammissibilità, tenuto conto della sentenza della Corte costituzionale n. 186/2000
Sentenza Corte Costituzionale 13/06/2000 n.186
Richiamata in tema di esclusione di colpa nella proposizione del ricorso; il Collegio ritiene che non sussistano elementi per ritenere che il ricorrente abbia agito con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità
Massime di principio
- Nel sequestro conservativo la legittimazione a proporre il riesame si basa su un interesse concreto e attuale che deve emergere dalla domanda; non è sufficiente una generica prospettazione teorica
- Un imputato non proprietario può essere legittimato a chiedere riesame solo se dimostra una relazione concreta col bene (pretesa diretta alla restituzione o pregiudizio attuale derivante dal mantenimento del vincolo)
- La semplice esposizione del rischio di dover risarcire terzi o di subire un danno futuro, senza elementi fattuali che colleghino il ricorrente al diritto di restituzione, non è idonea a fondare l'interesse all'impugnazione
- Nel redigere il ricorso per il riesame il difensore deve dettagliare i fatti e gli elementi giuridici che evidenziano l'interesse concreto (titolarità sostanziale, diritto reale, obblighi diretti o danni attuali derivanti dal vincolo)
- In caso di dubbio sulla sussistenza dell'interesse, il giudice può dichiarare l'inammissibilità; la parte deve comunque evitare di proporre ricorsi manifestamente infondati per non incorrere in condanne alle spese e sanzioni
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