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Sentenza

Sentenza n. 14710/2026 - Roma, Sezione 4T

per l’annullamento - della Determinazione Dirigenziale Numero Repertorio UMRM 0053330, del 9 luglio 2025, notificata in pari data, emanata dal Direttore della Direzione Territoriale Lazio e Abruzzo dell’ADM - Ufficio dei Monopoli per il Lazio Sezione Gioco e Tabacchi - Ufficio Patentini, concernente il diniego all’istanza presentata dal ricorrente in data 11 luglio 2024 per il rilascio di un patentino presso il Bar Gastronomia sito in Roma, piazza Elio Rufino snc Pratica n. 240580910027R; - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e derivato.

Giustizia amministrativa202510437

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV TerSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli al rilascio di un patentino presso un chiosco autorizzato alla somministrazione di alimenti e bevande

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore commerciale)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego opposto alla sua istanza di rilascio di un patentino, deducendo, con il primo motivo, la violazione degli artt. 1, comma 1, 3, comma 1, e 10-bis l. 241/1990, nonché eccesso di potere per difetto di istruttoria, falsa rappresentazione della realtà e carenza di motivazione. Secondo il ricorrente, ADM non avrebbe esaminato adeguatamente le osservazioni presentate dopo il preavviso di rigetto e avrebbe valutato soltanto il requisito della rilevante frequentazione, senza applicare congiuntamente tutti i criteri previsti dall’art. 7, comma 3, del d.m. n. 38/2013 per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande. È stata inoltre contestata la genericità del riferimento ai dati medi di vendita di strutture analoghe, non quantificati e non supportati dall’indicazione delle relative fonti. Con il secondo motivo sono state dedotte la violazione dell’art. 23 l. n. 1293/1957 e degli artt. 2, comma 2, lett. c), 7, commi 2 e 3, e 8 d.m. n. 38/2013, nonché eccesso di potere per travisamento dei fatti, carenza di istruttoria, motivazione apparente e ingiustizia manifesta. Il ricorrente ha lamentato che ADM non avesse adeguatamente considerato le modifiche intervenute nell’assetto distributivo dell’area: lo spostamento della rivendita n. 1167 oltre il limite rilevante, la soppressione del distributore automatico presso la rivendita n. 576 e la cessazione del patentino n. 103957. È stata altresì invocata la precedente autorizzazione del patentino rilasciata nel 2012 per il medesimo esercizio, in un contesto nel quale la rivendita n. 1167 era situata a una distanza inferiore.

La decisione

Il TAR ha preliminarmente accolto l’eccezione di difetto di legittimazione passiva del Ministero dell’Economia e delle Finanze, poiché il provvedimento impugnato era riferibile esclusivamente all’ADM, quale autorità competente ratione materiae. Nel merito ha ritenuto fondato il secondo motivo, assorbendo le ulteriori censure non espressamente esaminate. Il diniego è stato annullato per difetto di istruttoria. ADM, pur dando parzialmente atto dello spostamento della rivendita n. 1167, non aveva valutato l’effetto concreto della modifica, consistente nella collocazione della rivendita più vicina a circa 300 metri dal chiosco. L’Amministrazione aveva inoltre omesso di considerare la soppressione del distributore automatico presso la rivendita n. 576 e la cessazione del patentino n. 103957, elementi tempestivamente rappresentati dal ricorrente e rilevanti per la valutazione dell’assetto distributivo dell’area. Il giudice ha affermato che, per le istanze presentate da gestori di pubblici esercizi autorizzati alla somministrazione di cibi e bevande, i criteri dell’art. 7, comma 3, d.m. n. 38/2013 devono essere complessivamente valutati. L’eventuale esigenza di una nuova perizia aggiornata non giustificava l’omissione istruttoria, poiché ADM, ove avesse ritenuto necessaria un’integrazione documentale, avrebbe dovuto invitare formalmente l’istante ai sensi dell’art. 8, comma 5, d.m. n. 38/2013. Il ricorso è stato quindi accolto, con annullamento del diniego e salvezza degli ulteriori provvedimenti dell’Amministrazione, da adottare senza vincolo di contenuto ma nel rispetto della decisione. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 23 l. n. 1293/1957

    Richiamato dal ricorrente quale base normativa della disciplina relativa al rilascio del patentino; la sentenza non ne espone una specifica interpretazione autonoma.

  • art. 2, comma 2, lett. c), d.m. n. 38/2013

    Richiamato nell’ambito della disciplina dei patentini; la sentenza non ne espone una specifica interpretazione autonoma.

  • art. 7, comma 2, lett. f), d.m. n. 38/2013

    la valutazione della frequentazione dell’esercizio debba avvenire sulla base del numero medio giornaliero di scontrini fiscali o di biglietti di accesso emessi, ovvero, in ogni caso, sulla base delle cessioni e prestazioni effettuate negli ultimi due periodi d’imposta

    La disposizione disciplina la valutazione della rilevante frequentazione dell’esercizio; nel caso concreto ADM l’ha applicata facendo riferimento ai dati degli scontrini, ma il giudice ha deciso sulla base del difetto di istruttoria relativo all’assetto distributivo.

  • art. 7, comma 3, d.m. n. 38/2013

    I criteri previsti per il rilascio del patentino a favore di pubblici esercizi autorizzati alla somministrazione di cibi e bevande devono essere tutti adeguatamente valutati dall’Amministrazione, compreso l’assetto distributivo dell’area di riferimento.

  • art. 8, comma 2, lett. b), d.m. n. 38/2013

    Individua il limite dei 600 metri, calcolato secondo la distanza pedonale più breve, rilevante nel procedimento di valutazione della collocazione delle rivendite e dei patentini.

  • art. 8, comma 5, d.m. n. 38/2013

    Se l’Amministrazione ritiene necessaria un’integrazione documentale dell’istanza, deve invitare formalmente l’istante a produrla; non può imputare al richiedente la mancata presentazione spontanea di una perizia aggiornata dopo sopravvenienze già rappresentate nel procedimento.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La partecipazione successiva al preavviso di rigetto impone all’Amministrazione di confrontarsi effettivamente con gli elementi e le osservazioni presentati dall’istante; la sentenza richiama tale profilo, pur accogliendo il ricorso principalmente per difetto di istruttoria.

Massime di principio

  • Nel procedimento per il rilascio di un patentino presso un pubblico esercizio autorizzato alla somministrazione di alimenti e bevande, l’Amministrazione deve valutare complessivamente tutti i criteri previsti dall’art. 7, comma 3, del d.m. n. 38/2013, e non può fondare il diniego sulla sola rilevante frequentazione dell’esercizio.
  • La valutazione dell’assetto distributivo ai fini del rilascio di un patentino deve essere aggiornata alla situazione esistente al momento della decisione e deve considerare puntualmente le sopravvenienze rappresentate dall’istante, quali lo spostamento o la soppressione di rivendite, distributori automatici o patentini.
  • È viziato per difetto di istruttoria il diniego che menzioni una modifica della rete distributiva senza valutarne le conseguenze concrete sulla distanza della rivendita più vicina e ometta di esaminare ulteriori modifiche rilevanti tempestivamente comunicate nel procedimento.
  • Quando l’Amministrazione ritenga necessaria un’integrazione documentale, deve richiederla formalmente secondo la disciplina procedimentale applicabile; non può rigettare l’istanza imputando al richiedente la mancata produzione spontanea di una nuova perizia, se le sopravvenienze sono state comunque portate a sua conoscenza durante il procedimento.
  • L’annullamento del diniego per difetto di istruttoria non impone il rilascio del patentino, ma comporta la riedizione del potere amministrativo nel rispetto dei criteri e degli elementi istruttori indicati dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimentoResponsabile del procedimento e competenza
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazionePartecipazione procedimentaleEffetto conformativo e riedizione del potere

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