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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24999/2024 del 25/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale impugnava l'ordinanza della Corte d'appello di Milano del 17/07/2023 che aveva accolto l'istanza di rescissione del giudicato e revocato la sentenza del Tribunale di Milano n.12634/19, disponendo la sospensione del provvedimento di esecuzione e l'immediata scarcerazione. Il PG deduceva la violazione dell'art. 629-bis c.p.p., sostenendo che l'istanza di rescissione era tardiva perché il termine di 30 giorni decorreva dalla piena conoscenza del procedimento avvenuta con la notifica al condannato dell'ordine di esecuzione il 24/04/2021. In parallelo, il difensore dell'imputato impugnava la seconda ordinanza (sospensione degli effetti della prima ordinanza) lamentando violazioni procedurali e di merito (natura della rescissione, principio di immutabilità del giudice, violazione del contraddittorio).

La decisione

Entrambi i ricorsi per cassazione sono stati dichiarati inammissibili. Il ricorso del Procuratore generale è stato giudicato inammissibile per carenza del principio di autosufficienza: mancava l'allegazione della relata di notifica del 24/04/2021, elemento necessario per verificare la fondatezza della doglianza sulla tardività dell'istanza di rescissione. Per effetto di tale inammissibilità, la prima ordinanza del 17/07/2023 (accoglimento della rescissione e relative misure) si è stabilizzata. Il ricorso del difensore contro la seconda ordinanza è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la sospensione disposta in favore del PM cessava con la dichiarazione di inammissibilità del relativo ricorso. Non sono state disposte spese processuali a carico del Procuratore generale, né a carico del ricorrente privato.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    termine di trenta giorni per la proposizione dell'istanza di rescissione del giudicato decorrente dalla piena conoscenza del procedimento

    La disciplina stabilisce il termine breve per la rescissione del giudicato; tuttavia, la Corte di legittimità ha ritenuto che la verifica della decorrenza del termine richiede la documentazione probatoria (es. relata di notifica) e che, in sua assenza, il ricorso per cassazione che deduca tardività è inammissibile per carenza di autosufficienza.

  • art. 656, commi 5 e 8, cod. proc. pen.

    riferimenti alla sospensione dell'ordine di esecuzione e alla sua disciplina

    Gli artt. citati regolano la sospensione dell'ordine di esecuzione per la carcerazione; nella vicenda risultava in discussione se e quando tale sospensione fosse stata notificata e quale effetto avesse sulla decorrenza dei termini per la rescissione.

  • art. 165-bis disp. att. cod. proc. pen.

    introduzione del principio di autosufficienza del ricorso per cassazione

    La norma (e la giurisprudenza di legittimità richiamata) impone al ricorrente per cassazione l'onere di indicare e allegare gli atti necessari per il sindacato; la mancata allegazione della relata di notifica ha determinato l'inammissibilità del ricorso del Procuratore generale.

  • art. 525, comma 2, cod. proc. pen.

    richiamato dal difensore con riferimento al principio di immutabilità del giudice

    Il difensore ha invocato il principio, ma la Corte di legittimità non ha affrontato nel merito la questione perché il ricorso avverso la sospensione è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse; la pronuncia richiama comunque che alcune doglianze possono essere inattendibili se manca l'interesse attuale e concreto al sindacato.

Massime di principio

  • In ricorso per cassazione va rigorosamente rispettato il principio di autosufficienza: bisogna indicare ed allegare tutti gli atti decisivi (es. relata di notifica) che si assumono travisati, altrimenti il ricorso può essere dichiarato inammissibile.
  • La decorrenza del termine di 30 giorni previsto dall'art. 629-bis c.p.p. per la rescissione del giudicato si valuta sulla base della piena conoscenza del procedimento; la prova della conoscenza deve risultare da documenti prodotti nel ricorso.
  • La mancata allegazione di documenti decisivi rende improcedibile il controllo di legittimità sulla tempestività delle istanze: il giudice di legittimità non può valutare fatti documentali non posti alla sua valutazione.
  • Un provvedimento interinale di sospensione dell'efficacia può perdere interesse se la situazione sostanziale muta (es. stabilizzazione dell'ordinanza favorevole all'imputato), rendendo inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Anche rilevanti questioni di diritto (natura della rescissione, principio di immutabilità del giudice, violazioni del contraddittorio) possono rimanere non esaminate in cassazione se il ricorso è inammissibile per ragioni formali o di interesse.

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