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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15890/2022 del 26/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione con censure rivolte principalmente alla valutazione delle prove: presunto travisamento delle intercettazioni e mancata considerazione dei dati della scatola nera relativi a un incidente; violazione di legge e vizio di motivazione sulla valutazione delle dichiarazioni delle persone offese e del riconoscimento vocale; contestazione del riconoscimento dell'aggravante del metodo mafioso e della finalita' di agevolare il clan "Verde"; censura sulla qualificazione della recidiva qualificata e sulla motivazione del diniego delle attenuanti generiche e della quantificazione dell'aumento per continuazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondate le doglianze che miravano a una rivalutazione di merito delle intercettazioni, del materiale della scatola nera, del riconoscimento vocale e della qualificazione dell'aggravante mafiosa e della recidiva. La motivazione della Corte territoriale e' stata confermata in tutti i profili ritenuti rilevanti (valutazione delle intercettazioni, credibilita' dei riconoscimenti, sussistenza del metodo mafioso e della finalita' agevolativa, recidiva e diniego delle attenuanti). Per effetto dell'inammissibilita' il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    norma richiamata per imporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilita' del ricorso

  • art. 81 comma 4 cod. proc. pen.

    richiamato in relazione ai limiti di riduzione dell'aumento per la continuazione; la Corte ha ritenuto che l'aumento fosse stato quantificato in misura inferiore al minimo previsto e non ulteriormente riducibile

  • disposizioni sull'aggravante del "metodo mafioso" e sull'agevolazione di clan

    la Corte di merito ha ritenuto sussistenti il ricorso al metodo mafioso e la finalita' di agevolare il clan 'Verde' in base agli elementi probatori e alla modalita' della condotta (evocazione del capitale criminale del gruppo e favoreggiamento della latitanza)

Massime di principio

  • La Cassazione non puo' effettuare una rivalutazione di merito delle prove: le censure sulle intercettazioni o sulle prove tecniche sono ammesse solo se vi e' un travisamento manifesto e decisivo della prova
  • Le qualificazioni aggravanti come il 'metodo mafioso' e la finalita' di agevolare un clan possono essere riconosciute anche sulla base di elementi indiziari e delle modalita' della condotta quando emergano indizi di sfruttamento del capitale criminale del gruppo e di favoreggiamento di componenti (es. copertura di una latitanza)
  • Per l'applicazione o esclusione della recidiva e per la quantificazione degli aumenti/attenuanti e' necessario che la corte di merito dia motivazione specifica e congrua sull'accrescimento della pericolosita' e sulle ragioni del diniego
  • Le doglianze che chiedono una rivalutazione 'integrale e diffusa' del compendio probatorio sono inammissibili in Cassazione se non indicano vizi logici manifesti e decisivi
  • In caso di ricorso dichiarato inammissibile la parte ricorrente puo' essere condannata alle spese e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende (applicazione pratica dell'art. 616 c.p.p.)

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