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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41896/2025 del 31/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 24/07/2025 che aveva confermato la misura della custodia cautelare in carcere applicata il 24/06/2025 per i reati ascritti: concorso (art. 110 c.p.), aggravamento (art. 61, n. 2 c.p.), associazione di tipo mafioso (art. 416‑bis.1 c.p.) e violazioni della legge sulle armi (artt. 10, 12 e 14 legge 497/1975). La contestazione principale riguarda un episodio del 24/07/2022 in cui, secondo le indagini, Terracciano si sarebbe recato con altri presso un cantiere e la persona offesa sarebbe stata minacciata con una pistola estratta da un borsello in disponibilità di Salvatore Rea. Le indagini citate a supporto della detenzione comprendo dichiarazioni della persona offesa, videoriprese, intercettazioni ambientali e il sequestro di una pistola nell'autovettura di Rea. Il ricorrente ha dedotto: (i) insufficienza/inesistenza dei gravi indizi rispetto alla consapevolezza del porto d'arma da parte sua; (ii) mancata attualità delle esigenze cautelari, producendo documenti (buste paga, provvedimenti del Tribunale di Sorveglianza e della Corte di Cassazione) e chiedendo in subordine misura meno afflittiva (arresti domiciliari con braccialetto elettronico in provincia di Pavia).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo in parte. Sul piano dei gravi indizi di colpevolezza la Corte ha dichiarato il motivo infondato: il Tribunale del riesame aveva fornito motivazione adeguata e coerente, richiamando la testimonianza della persona offesa, videoriprese che collocano il Terracciano sul posto e il rinvenimento dell'arma nel veicolo di Rea, nonché intercettazioni dalle quali emerge riferimento alla disponibilità di armi; inoltre la contestazione è formulata a titolo di concorso, principio applicato correttamente. Sul punto dell'attualità delle esigenze cautelari, invece, la Corte ha accolto il ricorso: ha ritenuto che il Tribunale del riesame non si sia adeguatamente confrontato con la memoria difensiva e con i documenti allegati relativi al decorso del tempo e a provvedimenti successivi, omettendo di valutare se le esigenze cautelari fossero ancora attuali. Perciò la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla valutazione della sussistenza e dell'attualità delle esigenze cautelari e ha disposto il rinvio al Tribunale di Napoli per un nuovo giudizio su tale specifico profilo, lasciando il giudice di merito libero sull'esito ma obbligato a considerare le deduzioni e i documenti difensivi.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 110 (concorso di persone nel reato)

    La Corte richiama il principio secondo cui chi aderisce a un'impresa criminosa che prevede l'impiego di un'arma risponde di concorso anche se l'arma è nella disponibilità esclusiva di un altro compartecipe.

  • Codice penale, art. 61, n. 2 (circostanze aggravanti)

    Menzionata come elemento che aggraverebbe la gravità del reato e, quindi, rilevante nella valutazione complessiva delle esigenze cautelari.

  • Codice penale, art. 416‑bis.1 (associazione di tipo mafioso)

    Indicata nella contestazione per qualificare la gravità dell'operare dell'indagato e la sua contiguità con esponenti di rango della criminalità organizzata, elemento che incide sulla valutazione della pericolosità e delle esigenze cautelari.

  • Legge 18 aprile 1975, n. 497, artt. 10, 12, 14 (norme sulle armi)

    Richiamate in relazione al porto e alla detenzione di armi; la presenza dell'arma sequestrata è elemento essenziale per la contestazione di porto/detenzione.

  • Principi giurisprudenziali di legittimità (controllo della Corte di Cassazione sulle misure cautelari)

    La Corte ribadisce che il sindacato di legittimità sulle misure cautelari riguarda la congruenza e la logicità della motivazione (e la violazione di norme), non una rivalutazione dei fatti o una nuova valutazione probatoria; tuttavia l'omessa considerazione, da parte del giudice del riesame, di deduzioni e documenti difensivi decisivi sull'attualità delle esigenze cautelari costituisce vizio di motivazione rilevabile in cassazione.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti né valuta ex novo la prova: controlla la logicità, la completezza e la coerenza della motivazione del giudice di merito e la corretta applicazione delle norme.
  • Per contestare in cassazione la sussistenza dei gravi indizi o l'attualità delle esigenze cautelari è necessario far valere la violazione di specifiche norme o dimostrare la manifesta illogicità della motivazione; mere divergenze nella valutazione probatoria non sono sufficienti.
  • Il giudice del riesame è tenuto a confrontarsi esplicitamente con le deduzioni e i documenti difensivi: l'omessa considerazione di argomenti e prove rilevanti sull'attualità delle esigenze cautelari costituisce vizio di motivazione e può determinare l'annullamento con rinvio.
  • Elementi convergenti quali dichiarazioni della persona offesa, videoriprese, intercettazioni e riscontri materiali (sequestro dell'arma) possono legittimare la ritenuta sussistenza di gravi indizi, compresa la consapevolezza del porto d'arma, specie quando la contestazione è formulata a titolo di concorso.
  • In caso di richiesta di misura meno afflittiva occorre che il difensore produca documentazione nuova e specifica (es. provvedimenti favorevoli, scritture, buste paga, cambiamenti di situazione) che il giudice deve valutare esplicitamente alla luce del tempo trascorso e degli standard cautelari attuali.

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