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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30366/2026 del 10/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

In sede esecutiva, il condannato aveva chiesto di essere ammesso al beneficio del riconoscimento della continuazione tra tre episodi di violenza sessuale contestati da diverse sentenze irrevocabili. Il Tribunale di Bologna, quale giudice dell'esecuzione, ha respinto l'istanza ritenendo che la reiterazione del fatto a distanza di alcuni mesi rispetto ai primi due episodi, pur omogenei per natura, luogo e modalità, fosse indice di una ripresa autonoma dell'azione criminosa e non della preesistenza di un unico disegno criminoso. Nel ricorso per cassazione si deduceva un unico motivo di illogicità della motivazione: il giudice di merito avrebbe svalutato in modo arbitrario la forte omogeneità delle condotte, attribuendo al terzo episodio una diversa connotazione solo per il maggior intervallo temporale, nonostante l'identità del contesto fattuale e delle modalità esecutive.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la motivazione del giudice dell'esecuzione, perché conforme ai criteri elaborati in tema di continuazione: occorre accertare, mediante una verifica concreta di tempi, modalità, causali e altri indici significativi, se al momento del primo reato i successivi fossero già programmati almeno nelle linee essenziali. Nel caso concreto, l'intervallo di alcuni mesi tra i primi due episodi e il terzo è stato considerato sintomatico della mancanza di una programmazione unitaria, sicché la sola omogeneità delle condotte non bastava a dimostrare il medesimo disegno criminoso. Al rigetto è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 609-bis c.p.

    Indica i reati base oggetto delle sentenze irrevocabili, tutti qualificati come violenza sessuale.

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    La continuazione richiede una visibile programmazione e deliberazione iniziale di una pluralità di condotte, almeno nelle linee essenziali, non essendo sufficiente la mera reiterazione di reati omogenei o una generica tendenza a delinquere.

  • art. 52 d.lgs. 196/03

    Richiamato solo per l'omissione dei dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione, anche in sede esecutiva, richiede un accertamento concreto e non meramente formale della sussistenza di un unico disegno criminoso, fondato su indicatori oggettivi quali omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, causali, modalità esecutive e sistematicità delle condotte.
  • L'omogeneità dei reati e la loro ripetizione non sono di per sé sufficienti a dimostrare la continuazione, perché possono riflettere una semplice reiterazione di condotte o un'abitudine criminosa, ma non necessariamente una comune ideazione originaria.
  • Il requisito del medesimo disegno criminoso non coincide né con una scelta di vita criminale né con la previsione dettagliata di ogni episodio futuro: è sufficiente una programmazione iniziale, anche di massima, purché i reati successivi risultino già previsti almeno nelle loro linee essenziali.
  • Quando il lasso temporale tra gli episodi è significativo, il giudice può inferire l'assenza di una deliberazione unitaria, specie se la ripresa delittuosa appare frutto di autonome determinazioni successive.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàViolenza sessualeImpugnazioni
RamiParte generaleReati sessualiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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